Odg Contro la crisi in Piemonte e nel Paese
Odg approvato dall’Assemblea Regionale del Partito Democratico del Piemonte riunitasi il 21 novembre 2009
PROPOSTA PER UNA PIATTAFORMA POLITICA E SOCIALE
Uscire dalla crisi difendendo l’occupazione, il reddito, l’impresa e l’ambiente. Le proposte per un’alternativa alle scelte del governo.
Il Piemonte sta subendo gli effetti economici e sociali della crisi, resi ancora più pesanti dall’assenza di iniziative concrete e utili da parte del Governo a sostegno delle imprese, dei lavoratori, dei disoccupati, delle famiglie.
La Regione Piemonte, per quanto di sua competenza, ha invece adottato provvedimenti molto impegnativi per l’innovazione (tra cui la diffusione della banda larga), per settori produttivi strategici, per il credito, per le famiglie (con l’incremento dei posti negli asili nido e scuole di infanzia), per l’ambiente (incentivando il risparmio energetico e la produzione di energia alternativa).
Occorre quindi chiamare in causa il Governo nazionale e sollecitarlo con proposte concrete, affinché ponga fine alla sterile campagna di annunci sin qui condotta e predisponga interventi specifici per difendere il patrimonio produttivo e sostenere le famiglie in difficoltà.
Pertanto, l’Assemblea Regionale del Partito Democratico del Piemonte impegna gli organismi dirigenti regionali a convocare, entro il 13 dicembre, un’apposita sessione dell’Assemblea stessa, dedicata alla costruzione e alla promozione di una piattaforma politica e sociale, a partire dalle seguenti proposte:
A sostegno dell’occupazione:
• Il raddoppio, da un anno a due anni, della durata della cassa integrazione ordinaria, per una maggiore tutela dei posti di lavoro
• L’adozione di un assegno universale di disoccupazione al 60% dell’ultima retribuzione, estendendo tale assegno al lavoro a progetto e a coloro che non hanno nessuna tutela
• La stabilizzazione dei precari della Pubblica Amministrazione e della Scuola
• L’introduzione di incentivi all’occupazione femminile (per esempio, il riconoscimento di un credito di imposta per l’assunzione delle donne nel Mezzogiorno)
A sostegno del reddito:
• La diminuzione della pressione fiscale sulle retribuzioni fino a 35.000 euro all’anno
• L’estensione della quattordicesima per le pensioni fino a 1200 euro mensili
• Una migliore indicizzazione al costo della vita di tutte le pensioni
• La sospensione del pagamento dei mutui bancari nei periodi di cassa integrazione o di disoccupazione (definendo la modalità con la quale le banche recuperano gli interessi maturati durante la sospensione delle rate)
• La definizione di un salario minimo, fissato secondo parametri negoziati e sancito successivamente per legge, capace di tutelare le persone prive di protezione da parte della contrattazione collettiva
• L’adozione del reddito minimo d’inserimento
A sostegno dell’impresa:
• L’adozione del meccanismo di “IVA per cassa” esteso a tutte le aziende, indipendentemente dal fatturato
• L’introduzione, sul modello della legge francese, della certezza dei termini di pagamento
• L’accesso facilitato al credito per le piccole imprese e per il lavoro autonomo
• Il credito d’imposta automatico a favore delle aziende per innovare tecnologie e prodotti, a partire da settori oggi strategici come l’innovazione energetica (efficienza energetica, fonti rinnovabili,ricerca e sviluppo di nuove tecnologie: idrogeno, solare termico e fotovoltaico)
Per finanziare queste iniziative va ripresa la proposta del Partito Democratico di destinare a livello nazionale l’1% del PIL (circa 15 miliardi di Euro), utilizzando anche i proventi dello scudo fiscale e non escludendo una maggiore tassazione delle rendite per destinare il ricavato al lavoro e all’impresa. Ulteriori risorse potrebbero essere destinate prevedendo sin d’ora la strumentazione di rientro al termine della crisi attraverso un accordo tra maggioranza, opposizione e parti sociali.
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