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Il Pd, la sinistra e il programma elettorale

UNA NOTA DEL SEGRETARIO REGIONALE DEL PD GIANFRANCO MORGANDO SULL’INTERVISTA DEL SEGRETARIO NAZIONALE DI RIFONDAZIONE PAOLO FERRERO.

Sono stupito per i contenuti dell’intervista del Segretario nazionale di Rifondazione Comunista, rilasciata proprio mentre è in corso un confronto tra le forze politiche dell’attuale maggioranza regionale, che sta registrando, come è ovvio, consensi e dissensi. Stupito e amareggiato per la disinvolta manipolazione delle posizioni, in particolare di quella del PD, che richiede una replica ed una puntualizzazione.


Il PD considera centrale la questione del lavoro e pensiamo che la Regione debba proseguire nella sua azione di sostegno al reddito dei lavoratori delle aziende in crisi aumentando le già consistenti risorse destinate a questo scopo negli ultimi anni. Consideriamo un’inutile demagogia proporre di introdurre a livello regionale il ‘reddito minimo garantito’. Non perché non sia strumento utile per affrontare la crisi, ma perché solo a livello nazionale può essere credibilmente affrontato. Appunto per questo il PD ha posto la questione del reddito minimo garantito al centro delle sue proposte nazionali per uscire dalla crisi. L’idea, poi, che si possa contrastare le delocalizzazioni con una legge regionale produttiva di effetti, è un’altra fantasia assai bizzarra: il problema esiste, ma può essere affrontato soltanto con un’adeguata politica industriale regionale incentrata su una strategia di concertazione e su patti che scambino incentivi e mantenimento di un legame con il territorio, favoriti dall’azione delle amministrazioni locali. In ogni caso il PD pensa che i problemi del lavoro non possano essere affrontati in modo disgiunto da quelli delle imprese: misure di sostegno alle imprese, soprattutto a quelle piccole, per favorirne accesso al credito, innovazione e competitività internazionale, costituiscono l’altra faccia della politica a favore dell’occupazione.
Per quanto riguarda la sanità, anche qui è bene evitare strumentalizzazioni. Il PD ritiene imprescindibile che la salute dei cittadini costituisca un diritto universalistico garantito, indipendentemente dal reddito, attraverso le strutture del Servizio Sanitario Regionale. Pensiamo, però, che non sia utile alimentare l’idea di una contrapposizione tra il servizio pubblico e le iniziative private nel settore sanitario o, addirittura, tracciare un’equazione tra l’aumento della quota del privato e la corruzione.
Il PD non accetta il principio della ‘libera scelta’ tra pubblico e privato come è nel modello lombardo, ma crediamo che occorra ragionare in termini di collaborazione e non di contrapposizione: ciò si consegue attraverso un maggiore coordinamento ed indirizzando l’apporto del privato sui servizi di cui cittadini hanno bisogno e in cui le strutture pubbliche risultano carenti.
Tuttavia, il vero dissenso tra il PD e la Federazione della sinistra non verte tanto su questo punto, quanto, piuttosto, sull’idea che il giudizio sul sistema sanitario regionale debba essere dato non alla luce all’efficienza dei suoi risultati, ma in base alla dimensione organizzativa
e finanziaria delle strutture. Più soldi e più personale sono per Rifondazione e Comunisti Italiani la soluzione di tutti i problemi, secondo una logica di autoreferenzialità del sistema che deve essere superata. Diversamente, il PD ritiene che non vi sia contrapposizione tra la garanzia del diritto universalistico alla salute, il risparmio nella spesa e l’efficienza nei risultati. E la verifica della qualità della politica sanitaria della Regione va condotta sulla capacità di rendere questi tre fattori compatibili tra loro.
Il punto su cui permane un dissenso netto e radicale è costituito dal tema delle grandi infrastrutture. Il PD non sottoscriverà un programma elettorale che non individui, senza ambiguità, nella realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione uno dei punti fondamentali per lo sviluppo del Piemonte. Il lavoro si crea anche così! La vocazione della nostra Regione è quella di diventare una grande piattaforma logistica, attraverso la quale intrecciare le relazioni tra l’area mediterranea ed il resto dell’Europa e questo richiede importanti investimenti infrastrutturali, che dovranno pertanto essere il fulcro della strategia della modernizzazione del nostro territorio negli anni a venire.
Evitiamo, infine, di perdere tempo a controbattere alla risibile richiesta di chiarezza in materia di nucleare. Il PD appoggia con piena convinzione la decisione assunta dalla Regione di ricorrere alla Corte Costituzionale contro la legge che reintroduce il nucleare in Italia. Siamo contrari al programma intrapreso dal Governo che ha scelto un nucleare obsoleto e costoso, favorevoli allo sviluppo di attività di ricerca sul nucleare di nuova generazione, chiediamo la soluzione del problema dello stoccaggio delle scorie, consideriamo le energie rinnovabili un’importante opportunità di sviluppo e uno dei più promettenti filoni dell’innovazione industriale nella nostra Regione.

Gianfranco MORGANDO Segretario Regionale PD Piemonte