Rossi: “Dobbiamo tornare a parlare di carcere in Italia”
Domenico Rossi: “Grazie a Giancarlo Caselli per le parole che oggi ha voluto spendere sulla brutta vicenda del carcere “Le Vallette” di Torino. Lo fa ricordandoci, con Voltaire, che il livello di civiltà di una nazione si misura dalle condizioni delle carceri, ma soprattutto raccontandoci la lunga tradizione torinese di innovazione per una detenzione “utile”, all’interno di un carcere aperto alla città.
“Aree omogenee”, teatro, lavoro, ecc… Tentativi e progetti animati prima di tutto da una cultura che mette la persona al centro, al di là dei suoi limiti o dei suoi errori e che nel periodo di detenzione vede un spazio per la rieducazione e il reinserimento, come prevede anche la nostra lungimirante costituzione. Di una cultura che cerca di mitigare le istituzioni totali, aprendole, mettendole in comunicazione con la società.
Troppi passi indietro sono stati fatti e assistiamo a un imbarbarimento delle idee, che produce azioni conseguenti.
A Torino sono successe cose orribili, ora al vaglio della magistratura. Bisogna ringraziare la garante dei detenuti della città di Torino Monica Gallo per il coraggio e la tenacia. Solo pochi mesi fa abbiamo dovuto ricordare ai nostri colleghi di centro-destra in consiglio regionale quale sia il ruolo del garante, ma questi fatti valgono più di mille discussioni. E’ l’individuo con meno potere, meno libertà, meno diritti che ha bisogno di tutela e garanzie nei confronti di un sistema o di altre persone che potrebbero abusare del loro maggior potere.
Dobbiamo tornare a parlare di carcere in Italia. Non solo per raccontare gli orrori o le cose che non vanno, ma per raccontare di innovazione, apertura, formazione del personale e assunzioni di educatori e psicologi. “






