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Non autosufficienza, Canalis: “Il modello Torino demolito nel primo anno di Giunta Cirio”

I numeri parlano chiaro:

– a inizio 2019 le persone seguite nell’Asl Città di Torino erano 9.399 (tra gravi e gravissimi)

– a fine 2019, a causa dei decessi, erano 6.526

– oggi sono soltanto 3.200. Dal primo luglio al nove ottobre 2020, infatti, l’Asl (cioè un ente emanazione della Regione) ha attivato soltanto 14 nuove autorizzazioni di spesa, a fronte di 561 persone valutate dall’UVG come non autosufficienti e quindi meritevoli di un progetto domiciliare.

???? L’assistenza alle persone non autosufficienti è un tema prioritario in una Regione con un quarto della popolazione sopra i 65 anni e in una città come Torino, dove le persone anziane o disabili, in alcuni quartieri, superano il 25% del totale.

???? Eppure, la Regione Piemonte in questi mesi di pandemia da un lato non ha attivato nuovi posti in convenzione per sostituire quelli rimasti vuoti nelle Rsa (e in questo modo ha già risparmiato almeno 30 milioni di euro) e dall’altro ha bloccato drasticamente i nuovi progetti di assistenza domiciliare nella città di Torino.

???? Così le famiglie rischiano di scoppiare, in particolare in un territorio urbanizzato come quello di Torino dove le reti comunitarie naturali sono meno capillari rispetto ai Comuni più piccoli.

???? La Giunta regionale ha dichiarato ieri in Commissione di voler portare le prestazioni domiciliari per non autosufficienti da 25.000 a 26.000, utilizzando le maggiori risorse stanziate quest’anno dal Governo.

???? Ebbene, gli 872.000 abitanti di Torino rappresentano un quinto della popolazione regionale, quindi Torino ha diritto ad almeno un quinto delle prestazioni per non autosufficienti, cioè almeno 5.200 (un quinto di 26.000).

???? Perché allora oggi le prestazioni torinesi sono solo 3.200?!?

???? È chiaro che la Regione a trazione leghista abbia approfittato del periodo di gestazione del nuovo Piano Regionale per la non autosufficienza e del caos della pandemia per ridurre il numero di persone assistite a Torino città e demolire così il modello torinese costruito negli ultimi 17 anni, con un atteggiamento surrettiziamente punitivo.

???? Le buone pratiche dovrebbero essere estese agli altri territori, anziché essere penalizzate creando pericolose contrapposizioni tra i territori.

????A rimetterci sono le migliaia di torinesi non autosufficienti rimasti senza assistenza.

???? Icardi e Caucino non sono di Torino, ma Torino rappresenta un quinto del Piemonte e meriterebbe più attenzione.

Monica Canalis vice segretaria Pd Piemonte e consigliera regionale