Valle: volevamo un aggiornamento sulla pandemia, ma da Icardi solo risposte parziali e fuorvianti
VOLEVAMO SOLO UN AGGIORNAMENTO SULLA PANDEMIA
Oggi in Consiglio abbiamo assistito a una lunga autodifesa dell’assessore innamorato, Icardi.
Avevamo chiesto un aggiornamento sulla situazione attuale e sulle prospettive dei prossimi giorni: cosa sta succedendo nei nostri ospedali, le ragioni delle chiusure di alcune strutture e le suggestioni su nuove strutture d’emergenza, il sistema dei tamponi e del tracciamento completamente fuori controllo.
Abbiamo avuto un resoconto, parziale e fuorviante, dell’attività degli ultimi otto mesi, a partire da un corso di formazione rivolto ai giornalisti e tenutosi in febbraio sulle corrette modalità di raccontare l’epidemia. Ci mancava giusto un passaggio sulla pandemia di spagnola di inizio ‘900 e un approfondimento sull’istituzione del servizio sanitario nazionale.
La linea della giunta Cirio è chiara: abbiamo fatto tutto il possibile e in ogni caso assolutamente in scia alle altre regioni. Se ci fosse qualche responsabilità da individuare, c’è una sfilza di paravento fatta di responsabili, commissioni, superconsulenti, commissari e chi più ne ha ne metta.
Ma le cose non stanno così.
Il Piemonte ha un tasso di ospedalizzazione più alto delle altre regioni, segno che il sistema territorio è in crisi. Il Piemonte ha fatto nei mesi cruciali della ripresa dei contagi molti meno tamponi delle altre regioni, anche quando cominciava a contare più contagiati degli altri.
Mentre le altre Regioni hanno attivato in questa seconda fase politiche di screening ad alta accessibilità, il Piemonte si è distinto per la figuraccia dei tamponi rapidi nelle farmacie, annunciati e mai partiti.
In Piemonte mandiamo fuori regione migliaia di tamponi al giorno e ognuno di noi conosce più persone che non ricevono risposte, il cui tampone è andato perduto, che non vengono chiamate dai sisp, con ritardi mostruosi.
In Piemonte non sono stati predisposti spazi riservati ai ricoveri a bassa intensità né per i positivi asintomatici non autosufficienti, ricoverati in RSA che si avviano a diventare nuovamente delle bombe epidemiologiche.
Oggi l’assessore ci ha dato buoni motivi per votare sulla sua mozione di sfiducia.
Il Piemonte è – di nuovo – un caso.






