ROSSI-VALLE (PD): “La sanità pubblica si regge sui sacrifici del personale: servono assunzioni e riforme, non propaganda”

Sono rispettivamente 12.648 e 28.217 i giorni di ferie arretrate – accumulate fino al 31 dicembre 2024 – dal personale medico dell’Asl Novara e dell’Ospedale Maggiore. Una cifra enorme, a cui vanno aggiunte le oltre 454.500 ore eccedenti accumulate al Maggiore e le 24.904 dell’ASL. È il dato emerso da un accesso agli atti del consigliere regionale Domenico Rossi, che ha voluto fare chiarezza sulla situazione lavorativa del personale medico assunto nel novarese.
«Siamo di fronte a una sanità pubblica in affanno, che sta in piedi solo grazie ai sacrifici del personale, a cui va la nostra gratitudine» spiega Domenico Rossi. «Ma che cosa succederebbe alle liste d’attesa se da domani si dovesse applicare quanto previsto nei contratti collettivi e tutti i professionisti facessero tutte le ferie a cui hanno diritto? Ci troveremmo di fronte a una vera e propria paralisi. Quanti medici in più servirebbero in ogni reparto per sanare questa situazione?» sottolinea il consigliere del PD.
«I dipendenti, medici e infermieri, hanno diritto a ferie e riposi, ne va della qualità delle cure, ma anche del futuro di queste professioni, che in queste condizioni sono troppo poco attrattive. È anche in questi numeri, infatti, che troviamo le motivazioni dell’esodo che caratterizza sempre di più la sanità pubblica. I professionisti tendono ad andare a lavorare dove vengono retribuiti maggiormente e dove è possibile coniugare lavoro e vita privata » prosegue Rossi.
L’accesso agli atti di Rossi segue quello del collega Dem e vicepresidente della commissione sanità in consiglio regionale Daniele Valle che evidenzia come anche in tutte le altre aree del Piemonte la situazione sia analoga (secondo i dati, ancora parziali, il monte giorni di ferie non fruite nelle Asl e nelle Aso regionali al 31 dicembre 2024 sfiora quota 178.400). «Solo qualche anno fa i medici erano i nostri angeli durante il Covid, ora sono costretti a lavorare in condizioni di forte stress che spingono molti a lasciare il sistema pubblico e che pregiudicano anche la qualità e la sicurezza dell’assistenza sanitaria» rilancia Valle. «Se questo è il “modello Piemonte” – prosegue il vicepresidente della Commissione Sanità – credo sia urgente rivederlo».
«Il sistema sta sprofondando anche a causa di un finanziamento non adeguato da parte del Governo Meloni e dell’incapacità organizzativa dimostrata da questi 6 anni di governo Cirio» incalza Rossi.
«I nuovi software non funzionano, le liste d’attesa si allungano e crescono solo i gettonisti. Non sono più rinviabili scelte fondamentali come un adeguato finanziamento nazionale, un aumento delle retribuzioni, un piano straordinario di assunzioni, il potenziamento del territorio per “scaricare” la richiesta di prestazioni ospedaliere e la progettazione di un sistema che sfrutti fino in fondo le potenzialità della rivoluzione digitale e dell’intelligenza artificiale» concludono i consiglieri Dem.






