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Anche noi sappiamo – Lettera aperta a Giorgia Meloni

Cara Presidente Meloni,

In questi giorni, commentando l’omicidio di Charlie KirK, Lei ha detto che sa da che parte sta la violenza, indicando genericamente “la sinistra” come responsabile.

La violenza politica va condannata sempre. Uccidere una persona per le sue idee è sempre sbagliato. Le persone vanno convinte, non vinte. Vale sempre.

Di fronte all’atroce e deprecabile omicidio, Lei aveva due strade: parlare da donna delle Istituzioni o da leader di Fratelli di Italia. Purtroppo ha scelto la seconda, strumentalizzando la morte di un leader politico e facendo finta di non vedere quali siano le cause che alimentano l’odio sociale.

Anche noi sappiamo bene da che parte stanno la violenza e l’odio sociale.

Non dimentichiamo la strage di Utoya compiuta dal suprematista bianco Anders Breivik, che uccise 77 giovani, per la sola “colpa” di essere “di sinistra” e di sognare un mondo multiculturale. L’assassino dichiarò che voleva dare “un messaggio al popolo e per fermare la decostruzione dell’identità norvegese per via dell’immigrazione in massa dei musulmani”.

Il suprematista bianco ha fatto scuola, purtroppo, e ovunque, nel mondo, le forze di estrema destra alimentano una visione di “patrie” e “identità nazionali” sotto attacco, da difendere ad ogni costo. Così è stato per Luca Traini che nel 2018 si aggirava per le strade di Macerata sparando a sei stranieri e alla sede del Partito Democratico. Tra le sue fonti di ispirazione c’era proprio Breivik che, come Traini, ha rivendicato il movente dell’odio razziale e della difesa dall’invasione. Lei ha parlato di “cattivi maestri”… ne riconosce qualcuno?

Da sempre, nella storia,  l’intreccio di ideologie razziste ed emozioni negative ha generato violenza. Eppure ovunque l’estrema destra costruisce consensi soffiando sulle paure e alimentando l’odio sociale, soprattutto nei confronti degli stranieri e descrivendo come nemico della Patria o della Nazione chi non la pensa in questa maniera.

Non dimentichiamo che anche il suo partito ha costruito le sue fortune elettorali alimentando tutto questo in Italia.

In questi giorni la sua parte politica ha evocato un clima da anni ‘70. Non dimentichiamo neanche quello. Il terrorismo è stato un male assoluto nella storia italiana e noi non abbiamo mai avuto esitazioni a condannare fermamente le Brigate Rosse, in linea con quella che fu sempre la linea del PCI, del Partito Socialista e della Democrazia Cristiana.

Non dimentichiamo, nemmeno però, le stragi neo-fasciste del terrorismo nero di Piazza Fontana, piazza della Loggia, dell’Italicus e della Stazione di Bologna. Così come non dimentichiamo quella strategia della tensione alimentata in chiave anti-democratica.

Non dimentichiamo il delitto di Giacomo Matteotti e la violenza fascista che in questo Paese ha instaurato una feroce dittatura, eliminato ogni tipo di libertà politica, incarcerato, torturato e ucciso gli oppositori.
Non dimentichiamo chi, collaborando con i nazisti, ha contribuito  alla Shoah e allo sterminio di ebrei, zingari, omosessuali, disabili, dissidenti religiosi e politici. Ogni anno ricordiamo i martiri della dittatura fascista sulle lapidi dei tanti giovani che diedero la vita per la libertà e la democrazia.

Non dimentichiamo che nel dopo-guerra, l’unico partito che non firmò il patto repubblicano fondato sulla nostra Costituzione fu il Movimento Sociale Italiano, erede della storia peggiore d’Italia, di cui ancora oggi ci vergogniamo.
Non dimentichiamo che la fiamma di quel movimento è ancora nel simbolo del partito che lei guida, Fratelli d’Italia.
Non dimentichiamo l’inchiesta sui movimenti giovanili di Fratelli d’Italia che ha documentato come molte di quelle idee siano ancora presenti  tra saluti romani, inni al duce e “Sieg Heil”.

Non dimentichiamo di quando, di fronte all’assalto degli estremisti di destra alla sede della CGIL di Roma,  intervenendo per condannare le violenze, Lei disse “che non ne conosceva la matrice”, parlando anche di ”quattro imbecilli”. Quando è la destra a essere violenta a lei non interessa la matrice, come accaduto ad Agosto commentando l’anniversario della strage di Bologna.

Non dimentichiamo tutti gli altri episodi di violenza politica che si sono verificati negli USA in questii ultimi anni, che hanno interessato esponenti sia di destra sia di sinistra, ma sui quali non è arrivata una Sua presa di posizione forte come quella di questi giorni.

Sappiamo chi in questi anni ha costruito il consenso negli Stati Uniti soffiando sulla paura e l’odio sociale e criminalizzando gli stranieri. Non dimentichiamo l’assalto a Capitol Hill e chi l’ha sostenuto.

Non dimentichiamo che negli USA la massiccia circolazione e disponibilità di armi alimenta in modo esponenziale l’esplosione di ogni tipo di violenza.

Lei oggi è Presidente del Consiglio dei Ministri. Oltre a essere capo di una forza politica è guida del Governo in Italia. Rappresenta una delle istituzioni più alte del Paese. Ma se i partiti sono le organizzazioni che “dividono” i cittadini sulla base delle idee che, legittimamente in democrazia si confrontano, le istituzioni hanno il compito di “tenere insieme”, di generare legame sociale, al di là delle differenze politiche..

Cara Presidente, dimostri di essere davvero contro violenza e odio sociale. Smetta di strumentalizzare l’omicidio di Kirk e si opponga con forza a tutti coloro che alimentano ogni giorno violenza e odio e che vorrebbero sommare alla tensione verso “il diverso” e lo straniero quella verso l’avversario politico, alimentando una polarizzazione pericolosa.

L’incendio dell’odio, alimentando da paura e risentimento, è scoppiato da anni e produce violenze e divisioni ovunque nel mondo. Non è un destino ineluttabile. Serve, però, qualcuno che provi a spegnerlo e che si contrapponga ai tanti che lo alimentano per fini di propaganda e consenso elettorale. Servono estintori e idranti, non taniche di benzina da gettare sul fuoco. Noi siamo pronti, Presidente. Per il bene degli italiani ci auguriamo lo sia anche Lei.