PENTENERO: DATI SUI TAGLI DEGLI INSEGNANTI IN PIEMONTE E TORINO PER IL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO
Le cifre dei tagli degli insegnanti in Piemonte dovuti alla riforma Gelmini, giunta al terzo anno di applicazione, portano brutte notizie per almeno 600 famiglie della provincia di Torino i cui figli si aspettano di frequentare una classe a tempo pieno alle elementari. Con il prossimo anno scolastico, saranno infatti 24 le classi a tempo pieno soppresse in provincia di Torino a causa del ridimensionamento degli organici, frequentate da circa 600
studenti.
In Piemonte l’organico di diritto degli insegnanti alle elementari (attualmente 15627) sarà ridotto di 789 unità. 65 i posti tagliati alle scuole medie (attualmente 9156), 605 quelli tagliati alle superiori (attualmente 13374). Se per le medie e le superiori è ancora presto per verificare concretamente i guasti che i tagli provocheranno nei diversi istituti, per le elementari si possono fare i primi conti. E sono preoccupanti.
In provincia di Torino, ad esempio, nelle elementari mancheranno 359 insegnanti sugli 8211 attualmente in organico. Tra gli effetti della riduzione ci saranno anche i pesanti disagi per le 600 famiglie di cui abbiamo scritto sopra, che dovranno trovare una soluzione educativa alternativa alla scuola per il pomeriggio dei figli. Sono problemi che si sommano a quelli già prodotti per le scuole e le famiglie degli studenti dai tagli della riforma Gelmini per la parte già applicata nello scorso biennio.
Sempre a Torino, i tagli significheranno ad esempio che non dovrebbe essere attivata nel prossimo anno scolastico la prima classe alla elementare di Reaglie, una di quelle scuole che l’assessore Cirio si era impegnato a salvare lo scorso dicembre. La prima non ci sarà, nonostante lo sforzo economico del Comune di Torino che in zona ha attivato una scuola materna che da settembre sarà frequentata da 25 bambini, che costituirebbero poi il serbatoio per la elementare di Reaglie. Ma senza l’attivazione della prima è chiaro che in prospettiva i bambini dovranno andare altrove.
Proprio per capire quale é l’effetto delle promesse dell’assessore regionale, che a dicembre aveva pubblicato un lungo elenco di istituti in Piemonte per cui aveva assicurato la salvaguardia, il gruppo regionale PD ha scritto agli uffici scolastici provinciali per conoscere la situazione reale delle scuole segnalate dall’assessorato.
La situazione provocata dai tagli è tale che neanche l’utilizzo da parte della Regione dei 12,5 milioni di euro messi a bilancio nel 2011 – ammesso che siano realmente disponibili, appare in grado di tamponare con una certa efficacia le numerose falle negli organici del personale docente e non docente prodotte dalle scelte drammatiche di riduzione di risorse da parte di Tremonti.
Non sono ancora noti i dati definitivi sulla riduzione del personale non docente, anche se alcune stime parlano di un migliaio di posti in meno nella nostra regione. Non vorremmo trovarci nella situazione di salvare qualche scuola e non avere poi il personale che la apra e ne permetta l’agibilità.





