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GRILLO DOMENICA FUORI PORTA IN VAL DI SUSA PER DARE BATTAGLIA CONTRO I “TAMBRONCINI”

Federico Fornaro su Il Riformista del 30-06-2011


Beppe Grillo ha annunciato dalle colonne del suo blog che sarà presente domenica in valle di Susa alla marcia di protesta organizzata dai No Tav. Non si tratta solamente di un gesto di solidarietà, ma è chiara la volontà di confermare il ruolo di interlocutore politico privilegiato del movimento, con buona pace di quei leader del centro-sinistra che, a ridosso degli incidenti per lo sgombero del presidio della Maddalena di Chiomonte, avevano preso le parti dei manifestanti e parlato a senso unico di repressione e di manganelli. Onestamente,infatti, Grillo può vantare dalla sua una più lunga e coerente militanza No Tav, che gli è costata recentemente anche un avviso di garanzia per aver provocatoriamente violato, nel dicembre scorso, i sigilli della baita-presidio di Chiomonte.

I toni dei post di Grillo e dei grillini dedicati ai recenti avvenimenti della valle di Susa cercano di trasmettere il messaggio di una «nuova resistenza», descrivendo i militanti No Tav come i partigiani del XXI° secolo, in lotta contro lo Stato oppressore.

«Un attacco con 2.000 uomini armati in una valle italiana non si vedeva dalla Seconda guerra mondiale» – scrive il comico genovese – «Una politica così indifferente alla voce dei cittadini non si ricordava dal governo Tambroni e dai fatti di Genova 1960 seguiti da una repressione generale in tutt’Italia con morti e feriti tra i cittadini».

Ecco così Maroni diventare un «tambroncino» e Fassino e l’asse Lega-Pdmenoelle fare «le prove generali di regime in Val di Susa. Si preparano al post Berlusconi, a un governo bicolore con la benedizione del manganello». Anche i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle in Piemonte, Davide Bono e Fabrizio Biolè, e il consigliere comunale grillino di Torino Vittorio Bertola, sul web, tentano il racconto di un nuovo «Vietnam», con la descrizione puntuale delle modalità di attacco delle forze dell’ordine.

In tutto questo colpisce l’assoluto silenzio sulla risposta violenta di una parte dei manifestanti con lancio di pietre e oggetti contundenti vari all’indirizzo della polizia, con un bilancio di una sessantina di feriti, alcuni con prognosi di 30-40 giorni. Meglio,invece,alzare la tensione politica in vista della marcia di sabato prossimo per allargare l’area di consenso del movimento No Tav fuori dalla valle di Susa, e poi cercare di raccoglierne i frutti in termini non soltanto di voti, ma di aiuto per il radicamento territoriale dei grillini. Nelle ultime elezioni amministrative 2011, infatti, in Piemonte il movimento di Grillo è stato presente non soltanto a Torino, ma,per la prima volta, anche in molti comuni minori. Una strategia organizzativa di diffusione a macchia d’olio, che necessita però di trovare punti di riferimento militanti anche nelle realtà più piccole. Quale miglior strumento di promozione del grillismo,se non appunto la battaglia No Tav che ha un eco e una risonanza assolutamente non comparabili con altre battaglie politiche ? Attenzione, Grillo non vuole assumere la leadership dei No Tav, che resterà plurale in ragione dei suoi caratteri costituivi e la sua eterogeneità, a lui è sufficiente essere riconosciuto come il principale sponsor politico del movimento e cavalcare l’onda antisistema, pensando non soltanto ai potenziali consensi elettorali futuri, ma soprattutto a creare una rete organizzativa, fondamentale per garantire la presenza del Movimento 5 Stelle nelle migliaia di piccoli e medi comuni italiani,da affiancare ovviamente alla comunità virtuale del web.