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Carteira Ermolli di Crevacuore (BI), Bobba: convocare con urgenza un tavolo

“Convocare con urgenza un tavolo, al quale partecipino il titolare e l’amministratore delegato della GeCart, la Regione Piemonte, la Provincia di Biella, i sindacati e le rappresentanze dei lavoratori, al fine di verificare le reali intenzioni della proprietà, e valutare l’opportunità e l’urgenza della cessione di un’azienda che potrebbe essere ancora  produttiva e che peraltro costituisce  il più importante e antico  insediamento industriale della Val Sessera”: questa la richiesta contenuta in un’Interrogazione al Ministro dello Sviluppo economico e al Ministro del Lavoro presentata dall’On. Luigi BOBBA, Deputato PD e Vice Presidente Commissione Lavoro Camera dei Deputati, relativa alla difficile situazione della cartiera Ermolli di Crevacuore (Biella).


“In questi giorni gli 85 lavoratori della cartiera di Crevacuore, che attendono la definizione della loro situazione da parte della dirigenza da circa due anni, hanno occupato lo stabilimento, anche in seguito ad  uno smantellamento, effettuato di notte  tramite  tir, durante il quale sono stati trasferiti macchinari e attrezzature essenziali alla produzione. Tale trasferimento dei macchinari può essere considerato quantomeno illecito, in quanto possono essere trasferiti in altra sede solo i materiali già lavorati e le materie prime. Inoltre la cartiera è stata soggetta anche a furti, che hanno comportato la sottrazione di materiali (rame) e documenti dagli uffici. La situazione della cartiera Ermolli non è imputabile alla crisi che sta attraversando il settore cartario, ma ad una gestione aziendale non trasparente e che sfrutta ammortizzatori sociali, quali la CIGS; altrimenti non si spiegherebbe l’acquisto da parte dello stesso proprietario  di altra cartiera ad Ascoli.”.
“L’Assessore regionale  Andrea Bairati, ha scritto al presidente della GeCart, Stefano Ciani, titolare della società che gestisce diverse cartiere, tra cui quella di Crevacuore, per sollecitarlo a confermare la volontà di vendita onde poter trattare con i possibili acquirenti, unici in grado di garantire un futuro all’azienda e ai suoi dipendenti. Ci sarebbero, infatti, alcuni imprenditori del settore interessati all’acquisto dello stabilimento. Ad oggi il proprietario non solo non ha chiarito la propria situazione relativa allo smantellamento, ma non ha neppure dichiarato la sua volontà riguardo ad una possibile vendita, visto che, approfittando della cessazione di un ramo di azienda, ha ottenuto la CIGS in deroga fino al 13 dicembre 2010. Lo stabilimento rischia di diventare una scatola vuota, non più appetibile per eventuali compratori. Il Sottosegretario di Stato, Adolfo Urso, nel giugno del 2009, rispondendo a una mia precedente Interrogazione aveva precisato la volontà del Ministero dello sviluppo economico di monitorare l’evolvere della vertenza e la disponibilità, ove richiesto dalle parti, ad aprire un tavolo di confronto. Nonostante ciò, dalla proprietà nessun segno di interesse”.

On. Luigi Bobba (PD)