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Lettera aperta di Mimmo Lucà a Paola Binetti

“Posso comprendere, Paola, che tu sia delusa dallo scarto tra le tue attese e la realtà del processo di costruzione del partito nuovo: non sei certo l’unica. Errori da parte del nostro gruppo dirigente ci sono stati. E’ troppo presto, però, per dichiarare fallito il progetto politico del PD e per arrivare a dichiarare che il partito sarebbe diventato inabitabile per i cattolici. È avventato, ingeneroso e, soprattutto, poco credibile. È difficile, infatti, sostenere che in un partito votato dal 28-30% degli italiani, non si riconosca una parte rilevante dell’elettorato cattolico”: con queste parole l’On. Mimmo LUCA’ (PD) si rivolge alla collega Paola Binetti con una lettera aperta pubblicata quest’oggi dal quotidiano “Europa”.


Il parlamentare del PD analizza l’esperienza dei Teodem, dei quali la Binetti è stata protagonista di primo piano, riconoscendo di non aver condiviso “l’agonismo accentuato e le forme scelte per farsi alfieri di quei valori. In una società plurale e in una democrazia che fa fatica ad esprimerla e a governarla, i valori non si affermano, si promuovono. E questo esige una capacità di testimoniarli e di proporli tanto saldamente fondata quanto disponibile al dialogo, alla mitezza, alla mediazione. Se li agiti come bandiere, susciti l’agitazione di altre bandiere e alimenti i contrasti. E non solo dei laicisti ideologici ma anche di quanti semplicemente fondano la loro vita e il loro impegno su altre culture, altre fedi, altri valori e non possono accettare che tu pretenda di imporre loro i propri”.  “La logica  dei “principi non negoziabili” – prosegue l’On. Mimmo LUCA’ – è comprensibile nella dimensione religiosa o in quella ideologica. Quando però la si trasferisce nella dimensione politica, ci si condanna all’impossibilità di una convergenza”.  E anche i parziali risultati ottenuti su alcuni temi come legge 40, coppie di fatto, omofobia e testamento biologico, in realtà hanno approfondito le divisioni tra i cattolici  perché si tratta di risultati che sono “figli di un rapporto strumentale che Berlusconi e la destra hanno voluto stabilire con la Chiesa. Un rapporto che serve a farsi legittimare moralmente e ad acquisire voti”. Quanto all’imminente competizione elettorale secondo l’On. Mimmo LUCA’ “sostenere che la candidatura di Emma Bonino nel Lazio sarebbe la conferma che ormai il Pd è un “partito radicale di massa” o, che “il progetto del PD è ormai fallito” è semplicemente assurdo e propagandistico. Riserve e critiche su quella candidatura sono comprensibili e legittime. Alcune le ho anche condivise. Farla diventare, però, il segno di una irreversibile deviazione laicista del Pd è semplicemente risibile”.
Così l’On. Mimmo LUCA’ conclude la sua lettera: “Le difficoltà dell’ultimo anno non possono bastare a far venire meno le ragioni che stanno alla base di quel progetto. Lo rendono anzi ancora più giusto e più necessario. Questo è tempo di unire tutte le forze sane della democrazia italiana (essa sì in forte difficoltà) e non già tempo di dividerle. E non sono sicuro che dalla sponda di un partito meno plurale e di dimensioni assai più contenute sarà più facile far avanzare i valori e i temi che ti stanno a cuore. Spero, comunque, che il dialogo tra noi non si interrompa e che, quali che siano le scelte dell’Udc e del futuro partito di centro, tu resterai comunque nel campo dei riformisti democratici e non del populismo affarista”.

On. Mimmo LUCA’ (PD)