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Regiobnali, Susta: “la sconfitta nasce nel partito”

(AGI) – Torino, 1 apr – L’insuccesso alle regionali piemontesi “nasce nel partito, non nella giunta regionale”. Cosi’ l’europarlamentare piemontese del Pd Gianluca Susta che ricorda come “in questi anni il Pd piemontese e’ stato assorbito pressoche’ totalmente dagli assetti e dalle continue sfide laceranti (non mi riferisco solo alle primarie, ma – spiega – ad esempio al logoramento preelettorale ‘Chiamparino o Bresso’ che e’ andato avanti per mesi), non sempre ricomposte, e gia’ si vedono i prodromi della prossima ‘madre’ di tutte le battaglie, ossia la successione di Chiamparino”.

Una situazione che, dice ancora Susta, “e’ soprattutto torinese, non piemontese. Il Pd nel Piemonte 2 paga la sua incapacita’ di dialogare con il ceto medio produttivo, ma anche la siderale distanza ‘culturale’ e ‘identitaria’ che lo separa da Torino che e’ ‘capitale’ di se stessa soprattutto nel Pd.
Niente – aggiunge – e’ stato fatto in questi anni per colmare questa distanza che da 15 anni paghiamo in termini elettorali.
Non c’e’ spazio, quindi, per autoassoluzioni, ma per proposte, anche organizzative interne, che riconoscano la peculiarita’ del Piemonte 2. Il segretario regionale Morgando resti al suo posto, ma chi ha perso deve rendere conto non autoassolversi”.
“In ogni caso – conclude Susta – la causa prevalente della sconfitta sta nell’incapacita’ di questo Pd di farsi riconoscere come ‘partito-guida’ di un nuovo centrosinistra e di parlare a quei mondi vitali, da qui la costante soccombenza nel Piemonte 2, che sono la struttura economica e sociale portante del Nord del Paese, ne’ si puo’ sperare sempre di risolvere i problemi affidandosi, di volta in volta, a una qualche ‘stella’, Chiamparino o Bresso che sia. Mi pare che le dichiarazioni della segreteria nazionale e regionale di questi giorni non vadano in questa direzione”.