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L’acqua è un diritto: ecco perché deve essere pubblica

L’acqua è un bene inalienabile, e per questo deve essere pubblica. Il PD condivide lo spirito ispiratore dei referendum promossi dal Forum Acqua Pubblica e dal Comitato Rodotà Sìacquapubblica nel solco del progetto di Legge Delega presentato dalla Regione Piemonte e fatto proprio dall’intero gruppo PD al Senato secondo il quale l’acqua è un bene comune. Il governo Berlusconi attraverso il decreto Ronchi introduce l’obbligo delle gare per la gestione del servizio idrico, spalancando le porte ad un massiccio intervento privato nel settore.

Da qui l’allarme e la mobilitazione organizzata dell’opinione pubblica per i potenziali gravi rischi che la progressiva ‘privatizzazione’ della gestione di un bene come l’acqua potrebbe comportare.
Se sono indubbi i vantaggi della concorrenza nella gestione di alcuni servizi pubblici locali (come nel caso dei trasporti o dell’energia), la peculiarità del servizio idrico integrato rende necessario proteggerlo dalle logiche tipiche del libero mercato. Anche il fatto che una metropoli come Parigi, sede di colossi mondiali del ‘mercato’ delle acque abbia scelto di “ripubblicizzare” l’acqua dovrebbe essere motivo di seria riflessione.
Bene ha fatto, per esempio, il Comune di Torino a modificare il proprio Statuto stabilendo che la gestione del servizio idrico integrato (ovvero acquedotto, rete fognaria e depurazione) deve essere operata da soggetti esclusivamente pubblici.
Il principio introdotto dalla legge Galli 36/1994, ovvero la separazione tra proprietà delle reti e gestione della stesse, deve essere salvaguardato. Mentre si contesta fortemente il decreto Ronchi, bisogna prestare molta attenzione a non cavalcare posizioni politiche che rischiano di far tornare la situazione a quella che si riscontrava nel nostro Paese prima della legge Galli, quando ogni Comune era del tutto autonomo (nel bene e nel male) sia nelle politiche di pianificazione sia nella gestione diretta, producendo sprechi, inefficienze e disuguaglianze enormi. Oggi, piuttosto, è da ripensare il ruolo e la configurazione delle Autorità d’Ambito le cui funzioni potrebbero essere totalmente conferite in capo alle Province con un contenimento significativo dei costi.
Sui diritti non si possono prevedere profitti o forme di rendita che non tornino in mano pubblica per essere trasformate in miglioramento dei servizi o in nuovi servizi. Mantenere il controllo e la gestione pubblica dell’acqua resta l’unica garanzia affinché tale diritto resti tale e lo resti in ugual misura per tutti.

Gianfranco MORGANDO Segretario Regionale PD Piemonte
Noemi GALLO Resp. Dipartimento Ambiente PD Piemonte


Convegno ACQUA PUBBLICA: proposta di legge nazionale del Partito Democratico

Venerdì 23 aprile, ore 18.00 – c/o Sala Viglione Consiglio Regionale, Via Alfieri 14 Torino

 


Dal sito nazionale PD – Conferenza stampa di Bersani sulle proposte del Pd per l’acqua pubblica e gestione del servizio idrico integrato