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Tagli editoria, Bobba e Merlo: colpo mortale alle testate del Piemonte

Su Il Sole 24Ore – NORDOVEST del 14 aprile 2010
Prima il taglio, introdotto nel Decreto Milleproroghe, delle provvidenze statali a favore delle emittenti radiofoniche e televisive locali. Poi la sospensione delle tariffe agevolate postali previsto dal Decreto interministeriale di fine marzo a doppia firma Tremonti e Scajola. In poche settimane il Governo ha inferto un doppio colpo mortale all’editoria locale.

L’interruzione dei finanziamenti statali alle Poste, grazie ai quali gli editori godevano di prezzi di spedizione ridotti, decisa dal Governo senza alcun preavviso e senza aver consultato le parti interessate né le Commissioni parlamentari, produrrà conseguenze economiche molto pesanti a carico degli editori, con il rischio di mettere in ginocchio migliaia di piccole testate, molte delle quali destinate alla chiusura, con pesanti ripercussioni sulla stessa occupazione del settore.
Il duplice taglio (provvidenze statali radiotelevisive e agevolazioni postali) risulta particolarmente grave per il Piemonte, che presenta caratteristiche peculiari sul versante editoriale, con una cinquantina di periodici locali e un vivace settore librario, che, insieme alle piccole emittenti radiotelevisive, rappresentano un significativo modello di pluralismo informativo capillarmente diffuso. A subire le conseguenze saranno in particolare la stampa locale e diocesana, le associazioni, il non profit, i bollettini missionari e della cooperazione internazionale, che dovranno inventarsi qualcosa per non sospendere le pubblicazioni che rappresentano non solo un mezzo di informazione e di educazione, ma anche un efficace strumento per campagne promozionali e di raccolta fondi per progetti sociali ed interventi umanitari. E’ paradossale che lo Stato tolga con la mano sinistra al volontariato e all’associazionismo quello che ha concesso con la mano destra (ovvero il 5 per mille). Come PD abbiamo presentato un’Interrogazione urgente, sottoscritta in maniera bipartisan da più di 80 colleghi, chiedendo al Governo di ritirare il decreto e convocare le parti interessate (Poste Italiane comprese), di procedere alla revisione delle tariffe in sede parlamentare, operando gli opportuni distinguo sui beneficiari e di aprire un confronto per l’individuazione di soluzioni sostenibili. Un primo risultato, seppur parziale, è stato ottenuto: le Poste apriranno tavoli tecnici con le associazioni degli editori per addivenire a convenzioni che riducano le tariffe a livelli più favorevoli, e il Governo ha garantito la propria mediazione attraverso un tavolo unitario conclusivo.
Siamo consapevoli che tale materia necessiti di un riordino, ma questo deve avvenire attraverso una riforma più ampia, scegliendo la via del dialogo, senza penalizzare attività che hanno un evidente valore sociale e trovando soluzioni appropriate e concertate che valorizzino l’editoria locale, cartacea e radiotelevisiva. Quello che ha cercato di fare la Regione Piemonte nel 2008 attraverso una legge a sostegno della piccola editoria regionale con uno stanziamento di 1 milione e 500mila euro, in particolare per miglioramenti tecnici, acquisti di opere da parte delle biblioteche, realizzazione di nuove opere e traduzioni in lingue straniere.

On. Luigi BOBBA (PD -Vice Presidente Commissione Lavoro)
On. Giorgio MERLO (PD – Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai)