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Immigrati/ Marcenaro: Maroni non risponde su diritti umani violati
Roma, 10 mag. (Apcom) – “Il ministro Maroni continua la sua propaganda rivendicando i suoi successi contro l’immigrazione clandestina ma continua a sottrarsi alle domande relative ai diritti umani violati proprio in nome di quei successi”.
Lo sostiene Pietro Marcenaro, presidente della Commissione Diritti umani del Senato. “Alle 850 persone respinte in Libia – chiede al ministro dell’Interno – è stato garantito il diritto individuale di avanzare richieste di asilo o di protezione umanitaria, come previsto dai trattati e dalle convenzioni che l’Italia ha sottoscritto? A coloro che si occupano di diritti umani risulta di no. L’Italia ha violato i suoi obblighi”.
“I dati riguardanti il 2009 – osserva l’esponente Pd – dicono che alla drastica riduzione degli arrivi via mare corrisponda una drastica riduzione delle domande di asilo. Dalle 30.492 domande presentate nel 2008 si è passati infatti a 17.603 richieste di protezione internazionale presentate nel 2009 (fonte Unhcr), e questo dato è destinato a scendere ancora. Il ministro Maroni tace e non risponde alla domanda su cosa stiano facendo l’Italia e l’Europa perché chi è in condizione di chiedere asilo o protezione umanitaria lo possa fare senza essere costretto ad imboccare la via della irregolarità e della clandestinità per esercitare un diritto riconosciuto dalle leggi. Come possono essere combattute efficacemente la speculazione sui migranti e lo stesso fenomeno della tratta se non si offre un canale regolare e sicuro a chi ha diritto all’accoglienza?”.
“In occasione dell’approvazione in Senato del disegno di legge di ratifica del Trattato con la Libia – prosegue il presidente della commissione Diritti Umani – il governo aveva accolto un mio ordine del giorno che chiedeva di promuovere, d’intesa con la Libia, una verifica e un monitoraggio, in particolare per quello che riguarda i diritti umani. Perché a un anno di distanza nulla è stato fatto e nessuna iniziativa risulta in corso per affrontare insieme alle autorità libiche i problemi legati alla gestione del trattato?”.
“Resta il fatto che gli arrivi via mare erano e sono una quota minore del flusso che alimenta l’immigrazione irregolare e che la loro riduzione non significa una riduzione del fenomeno della irregolarità. E’ vero – conclude Marcenaro con un ultimo quesito – che il fenomeno non si sta affatto riducendo e che al contrario la mancata applicazione delle direttive europee, come quella ad esempio sui rimpatri volontari, contribuiscono ad accentuarlo, estendendo il fenomeno degli overstayers, ovvero di coloro che arrivano con un visto regolare, spesso per turismo, e che poi rimangono dopo la sua scadenza?”





