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Manovra correttiva: a rischio i rimborsi alle imprese alluvionate
Sono passati oltre 15 anni dalla tragica alluvione del 1994, che causò vittime e ingenti danni a una parte rilevante del territorio piemontese. Eppure, non c’è pace per le imprese duramente danneggiate. L’ultima cattiva notizia viene dalla manovra correttiva del Governo.
Infatti, l’art. 12 comma 12 della manovra stravolge la sentenza della Corte di Cassazione del 10 maggio 2010 (n. 11247) che consentiva a centinaia di aziende alluvionate (site prevalentemente nelle Province di Asti, Alessandria e Cuneo, nonché in alcune zone del vercellese – Trino e Crescentino – e del torinese) di ottenere il rimborso dei contributi pagati negli anni 1995-1997.
La Finanziaria 2004 aveva esteso anche agli alluvionati piemontesi i benefici già riconosciuti ai terremotati della Sicilia orientale, ovvero pagare solo il 10% dei tributi e obblighi previdenziali e assicurativi. La ratio era quella di equiparare il trattamento agevolativo tra due soggetti danneggiati da calamità naturali, un alleggerimento finanziario finalizzato alla ripresa dell’attività, senza pregiudicare i posti di lavoro.
Nel 2007 molte imprese hanno presentato richiesta di rimborso a Inps ed Inail, avendo versato per gli anni in questione non il 10%, ma l’intera somma. La Cassazione, con la sentenza prima citata, riconosceva la retroattività delle disposizioni agevolatrici e “l’applicabilità dei benefici contributivi a chi abbia già pagato i contributi in misura intera”, potendo così ottenere “la restituzione delle somme indebitamente versate”.
Ora il testo del Governo stabilisce che “non si fa luogo al rimborso di quanto eventualmente già versato a titolo di contribuzione dovuta”, quindi chi ha già pagato non può avere il rimborso, mentre chi ha già versato il 10% deve integrare la cifra.
Se questo provvedimento verrà approvato in via definitiva, molte aziende rischiano di chiudere. Una decisione, peraltro, di palese incostituzionalità, poiché introduce una ingiustificata disparità di trattamento. Come rappresentanti piemontesi del PD riteniamo che il Parlamento non possa avallare questa grave violazione dei diritti delle imprese alluvionate, per questo insieme al Sen. Mauro Marino e al collega On. Mario Lovelli, ho predisposto due emendamenti, finalizzati a sopprimere l’art. 12 comma 12 e a stabilire che “il credito vantato nei confronti degli enti incaricati potrà essere compensato con altri tributi ai sensi dell’art. 17 del Dlgs. 241/97”.
Una battaglia bipartisan, come dimostrano i due Ordini del giorno approvati la scorsa settimana dal Consiglio regionale del Piemonte, presentati da PdL e Lega Nord e dal gruppo del PD. La maggioranza ha la possibilità di correggere una grave ingiustizia e di placare una scorrettezza istituzionale, dopo che gli alluvionati avevano già lottato e vinto in Cassazione contro gli istituti previdenziali. Il Piemonte si appresta a pagare un prezzo molto alto a causa delle misure introdotte dalla manovra finanziaria. I tagli comprometteranno lo sviluppo futuro, mettendo probabilmente a rischio la realizzazione di opere e infrastrutture strategiche. Ci aspettiamo che la scure non voglia abbattersi su quelle imprese e quei lavoratori colpiti dalla tragedia del 1994.
On. Massimo FIORIO Parlamentare PD Piemonte






