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Proposta del Consigliere Franco Botta sul Comitato per la Resistenza. Una lettera del Consigliere Muliere
Ancora una volta ci tocca tornare su una questione che con certosina metodicità qualche esponente della destra italiana tira fuori: la voglia di revisionismo.
Questa volta è toccata al consigliere regionale Marco Botta il quale si è sentito in dovere di proporre una legge che elimini la parola “Resistenza” dal nome del Comitato Regionale della Resistenza con la motivazione che la Resistenza stessa “non ha contribuito al raggiungimento di quella pacificazione nazionale condizione essenziale della democrazia”. E propone anche nella stessa legge di allargare la rappresentanza del Comitato anche alle associazioni combattentistiche d’armi e di reduci. In una parola: mettere insieme chi stava dalla parte giusta e chi stava dalla parte sbagliata, partigiani e repubblichini.
Se non fosse ancora chiaro il Consigliere Botta vuole mettere insieme chi durante la Guerra di Liberazione combatteva insieme all’occupante tedesco e chi ha contribuito, soprattutto nelle nostre terre e sulle nostre montagne, alla fine del fascismo e alla nascita della Repubblica Italiana.
Ancora una volta dobbiamo ricordare a un politico di destra almeno due gravi errori che si commettono ogni volta che si intende mettere in discussione la Resistenza.
Da un lato infatti non si offendono soltanto i caduti e i combattenti ma si insultano direttamente le nostre terre che sono state lo scenario della Guerra Partigiana.
D’altro canto ancora nel 2010 occorre constatare come la storia della nascita della nostra Repubblica e della nostra Costituzione non siano condivise. E si badi. Questo non è un problema dell’uso della Resistenza da parte dei partiti, dei sindacati e delle organizzazioni democratiche del nostro Paese. È un problema di chi ancora fa fatica, in virtù della propria storia politica, a riconoscere la storia degli ultimi sessant’anni dell’Italia che nasce, piaccia o non piaccia anche grazie allo straordinario contributo della resistenza delle partigiane e dei partigiani.
Ci opporremo a questa scellerata legge non solo in Consiglio regionale ma anche nella società civile chiamando in causa tutte le persone e le organizzazioni democratiche perché questa iniziativa coinvolge direttamente i paesi e le città della nostra Provincia. Una Provincia che, urge ricordarlo, è Medaglia d’Oro al valore militare per l’attività partigiana.
Rocchino Muliere, Consigliere regionale PD





