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Alla festa democratica dal Pdl solo “dissidenti”

La Stampa – 26 agosto 2010 – ALESSANDRO MONDO
Come se nulla fosse accaduto, o quasi. A pochi giorni dal concertone inaugurale con Lucio Dalla e Francesco De Gregori previsto sabato in piazza Castello, la Festa nazionale del Pd – festa di partito nel senso letterale del termine, dove gli esponenti della maggioranza si contano ormai sulle dita di una mano – si è presentata con il programma. Conferenza stampa nell’area dibattiti in piazza Castello – «dov’è possibile intercettare un popolo variegato e moderno» – a pochi centinaia di metri in linea d’aria dalle finestre del palazzo della Regione e da Roberto Cota: il convitato di pietra dell’evento organizzato fino al 12 settembre.
Parola d’ordine: lasciarsi alle spalle almeno le polemiche innescate dal mancato invito a Cota, con la via crucis mediatica che ne è derivata, visto che la matassa dei ricorsi elettorali promette di non sciogliersi presto. «Attendiamo fiduciosi la decisione della magistratura, ma mi preoccupa la cappa di incertezza che oggi grava sulla Regione», ha ammesso il segretario regionale Gianfranco Morgando. Accanto a lui il segretario provinciale Cuntrò, il responsabile nazionale dell’organizzazione Lino Paganelli e quello torinese Andrea Benedino. (leggi tutto)

Avanti tutta: a dispetto di qualche schermaglia fuori tempo massimo – Cuntrò: «ogni anno i ministri del governo trovano una scusa per defilarsi»; Morgando: «le defezioni risentono del clima politico nazionale» – e dei vuoti aperti nel programma dalla defezione dei ministri leghisti (Calderoli, Maroni) più due esponenti in quota Pdl (Romani e Sacconi). Non è un caso se nel mare magnum di personalità del Pd, dell’Udc e di Italia valori le presenze «altre» rimandano a «dissidenti» nella stessa maggioranza: a vario titolo e con varie sfumature.
Non c’è Fini ma ai dibattiti parteciperanno i finiani Adolfo Urso e Fabio Granata. Sarà presente l’ex-ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, che in diverse occasioni si è smarcato dagli «allunghi» dell’esecutivo su determinate questioni. Confermato il nome di Giancarlo Galan – l’unico ministro a non aver accolto l’invito di Enzo Ghigo alla defezione, e per questo assai chiaccherato nel Pdl torinese -, che certo non può essere sospettato di simpatie leghiste. Diverso il caso del presidente del Senato Renato Schifani, vincolato da una carica istituzionale super-partes: il 4 settembre parteciperà al dibattito con Piero Fassino.
In ogni caso, cosa fatta capo ha. Per onorare la Festa allestita tra piazza Castello e i Giardini Reali – un giocattolo da 2 milioni – si scomoderanno i «big» del Pd e dei suoi alleati (Casini, Di Pietro): Bersani non solo chiuderà la kermesse il 12 settembre ma probabilmente farà una «passata» anche sabato, giorno di apertura. Domenica 29 Giuliano Amato, presidente del Comitato dei garanti che sovrintende alle celebrazioni di Italia 150, terrà una lezione sull’Unità d’Italia, filo conduttore dell’evento. E ancora, in ordine sparso: Veltroni, D’Alema, Fassino, Turco, Finocchiaro, Violante, Damiano, Penati, Marcenaro, Serracchiani, Rutelli, Follini, Marini, Castagnetti, Bindi, Fioroni, Cofferati, Benvenuto, Ignazio Marino… Ci saranno un ex Capo dello Stato, Scalfaro, due governatori di Regione – Errani e Vendola – i leader sindacali Epifani, Bonanni e Angeletti. Presenti Chiamparino e Saitta. Non c’è Cota ma ci sarà Bresso.
Aggiungeteci il mondo delle professioni e del sociale eletto dalla sinistra a punto di riferimento: da Massimiliano Fuksas a Paolo Rossi, passando per don Luigi Ciotti. Pienone garantito il 2 settembre, quando Santoro terrà una lezione sull’informazione. Lunedì 6, Gian Carlo Caselli ne terrà un’altra sulla legalità. Il tutto con uno sguardo sull’Europa e sul mondo, attraverso gli occhi del Nobel per la Pace Shirin Ebadi. Una Festa, due obiettivi: qualificare il Pd come «partito di popolo» e accreditarlo come alternativa di governo.