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Merlo e Boeti “Crosetto offende i magistrati. L’impiego dei militari e’ un’idea ragionevole”

Il Sottosegretario Guido Crosetto ha gravemente offeso i magistrati. Innanzitutto ha volgarmente definito una “stupidata” la proposta di far intervenire l’esercito per il trasporto e la sorveglianza delle schede elettorali. Un’idea avanzata dal presidente Mario Barbuto, uomo di grande equilibrio e buon senso, la cui gestione del tribunale torinese è stata additata come modello di efficienza in Italia. Un’idea che ci pare del tutto ragionevole: cosa c’è di male, infatti, nel distogliere dalle loro occupazioni quotidiane un certo numero di militari che, utilizzando mezzi dell’esercito, quindi dello Stato, si occupino di trasportare i materiali elettorali? Il grande rispetto che abbiamo per le nostre forze armate ci fa ritenere che svolgerebbero questo compito in maniera corretta e garantita.
Il Sottosegretario, poi, ha lanciato un chiaro messaggio intimidatorio nei confronti dei giudici: se la decisione sui ricorsi sarà favorevole a Cota bene, altrimenti si tratterà dell’“ennesima forzatura della magistratura”. Crosetto, dunque, rispolvera gli anatemi anti-magistrati tanto cari al Premier e ripropone la tesi del “golpe giudiziario” già avanzata da Cota. In un clima così indecoroso qualsiasi invito al rispetto delle sentenze e dell’operato della magistratura è destinato a cadere nel vuoto e ad essere oscurato dagli insulti degli esponenti del PdL e della Lega. (leggi tutto)

E queste considerazioni, come ovvio, non hanno nulla a che fare con la via giudiziaria al potere che, come è noto, respingiamo in modo fermo e determinato. Come PD rispetteremo le decisioni finali, qualunque esse siano, ma una cosa pretendiamo: alle sentenze deve essere data esecuzione senza cercare scuse, come quella del pagamento delle spese, perché la legalità è un valore fondante della democrazia e non può certo essere condizionata dalla questione dei costi del riconteggio. La destra lo sa bene, perché quando ha avanzato analoghe richieste (per esempio Berlusconi dopo la vittoria di Prodi) non si è certo posta il problema di chi dovesse pagare e nessuno ha chiesto a Berlusconi di pagare il conto.
Per concludere, la verità è una sola: il governo nazionale e regionale hanno una paura matta del riconteggio, perché sanno che quelle schede non sono valide.

On. Giorgio MERLO
Deputato PD Piemonte
Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai
Nino BOETI
Consigliere regionale PD