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Intervista ad Antonio Boccuzzi – “Immorale usare i controlli come merce di scambio”
Su Il Mattino del 21 settembre 2010
OGGI si riapre a Torino il processo per lincidente alla Thyssenluupp, che costò la vita a sette operai. Lunico sopravvissuto di quel tragico 6 dicembre 2007, Antonio Boccuzzi, è deputato del Pd.
Sei arresti a Capua, tra funzionari Asl e consulenti perla sicurezza. Anche i controllori barano?
«Per il rogo alla Thyssen cè un secondo processo, oltre a quello principale, che riguarda proprio la Asl. Le ispezioni cerano state e non avevano segnalato particolari anomalie. Invece dopo la strage della squadra nella quale lavoravo ci sono state oltre cento prescrizioni, segno che in precedenza qualcosa non aveva funzionato».
A Capua però secondo laccusa cera una vera e propria associazione a delinquere…
«Ho visto e sono sconvolto perché è una ferita che non si chiude mai. Chi doveva controllare ha usato la propria attività come merce di scambio e adesso ha sulla coscienza la vita di tre persone».
Chi deve controllare i controllori?
«Non è un problema dileggi, che sono ottime. E devo dire che ci sono tantissimi tecnici della prevenzione che dànno lanima e -vivono il proprio lavoro come una missione. Peraltro con poche risorse: ho accertato che a volte scarseggiano i soldi perla benzina». Se le leggi sono ottime e prevedono sanzioni severe, non è proprio il rigore che favorisce la corruzione? «Francamente non capisco la domanda».
Lispettore si presenta, fa il pignolo, segnala che potrebbe fare multe pesanti e poi prospetta una via duscita con aggiusto…
«No… Con questo ragionamento non se ne esce. Che dovremmo fare? Rendere le regole blande per togliere ossigeno alla delinquenza? Peraltro le sanzioni sono state addirittura abbassate dal governo attuale. La battaglia contro le morti sul lavoro è come quella perla sicurezza sulle strade: solo il rigore e la serietà dei controlli porta risultati».
Capua a suo parere è un caso isolato o cè un affare – anzi un malaffare – sicurezza?
«Temo che i problemi non siano limitati alla provincia di Caserta o ad altre zone economicamente svantaggiate. Però non cè alcun dubbio che ci sono molte persone validissime tra i tecnici della prevenzione. Semmai il problema è che sono poche: 1.850 in tutta Italia il che equivale a dire che in media unazienda riceve unispezione ogni 36 anni».
Che idea si è fatto della dinamica dellincidente nella cisterna della Dsm a Capua?
«Allucinante. Ai lavoratori, per quel che ho letto, non è stata data alcuna informazione sui pericoli. Ed è accaduto in una multinazionale».
Cosa si aspetta dal processo Thyssenkrupp, per il quale inizia adesso il dibattimento?
«Intanto una prima sentenza entro il 6 dicembre, terzo anniversario della morte dei miei compagni. Inoltre nel corso del processo ci sono state diverse false testimonianze, che andranno a loro volta perseguite. Infine mi auguro una sentenza esemplare: la condanna per omicidio volontario perché non realizzare un sistema antincendio significa mettere volontariamente a rischio la vita di chi lavora».





