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Lepri: nuovo riparto fondo sociale penalizza centrosinistra
IN COMMISSIONE REGIONALE IL NUOVO RIPARTO DEL FONDO REGIONALE PER LE POLITICHE SOCIALI. STEFANO LEPRI: “IL NUOVO RIPARTO E’ PENSATO SOLO PER METTERE IN DIFFICOLTA’ LE AMMINISTRAZIONI DI CENTROSINISTRA A FAVORE DI QUELLE DI CENTRODESTRA, INDIPENDENTEMENTE DAI REALI BISOGNI DEI CITTADINI”.
Oggi in questa Commissione l’assessore regionale Caterina Ferrero ha esposto i nuovi criteri del riparto del Fondo sociale per le politiche sociali.
“L’assessore Ferrero – commenta Stefano Lepri, vicecapogruppo regionale PD – ha fatto orecchie da mercante alle nostre critiche e riproposto i nuovi criteri per il riparto. Noi non siamo contrari ad aggiornare i criteri precedentemente adottati, ma occorre farlo in modo equo e logico, oltre che legittimo. La proposta dell’assessore è invece ingiusta, illogica e illegittima.
I nuovi criteri devono essere applicati tenendo conto della diversa presenza dei bisogni sociali sui diversi territori. Ad esempio, gli anziani non autosufficienti sovente sono più soli, e quindi più bisognosi di assistenza, nelle grandi città piuttosto che nei piccoli centri. I minori in difficoltà si concentrano in aree dove è più forte il disagio e la povertà. I barboni e i senza fissa dimora si trovano soprattutto nei grandi centri.
Di tutto questo il nuovo riparto non tiene conto, dividendo i soldi in modo uguale a fronte di bisogni diversi. Il risultato è che, rispetto al passato, vengono ridimensionati i trasferimenti verso Torino e cintura, e aumentati quelli verso altri territori della Regione. VIene da pensare che dietro tutto questo ci sia la volontà politica di mettere in difficoltà le amministrazioni di centrosinistra e privilegiare quelle di centrodestra.
Si tratta inoltre di una proposta illegittima. La legge regionale 1/2004, cui la Giunta deve attenersi, prevede che il riparto debba avvenire “assicurando i livelli essenziali e uniformi delle prestazioni” e “assicurando, in via prioritaria, la risposta alle esigenze di persone portatrici di bisogni gravi”.





