PROVINCIA VERCELLI. BOBBA (PD): “BILANCIO IN ROSSO PER IL 2011?”
“Il Governo Berlusconi non ha chiuso per legge la Provincia di Vercelli, ma ora rischia di soffocarla lentamente con i tagli della Finanziaria”: questo, in sintesi, il contenuto di una lettera dell’On. Luigi BOBBA al Ministro dell’Interno Roberto Maroni a proposito dei tagli contenuti nella legge 122 del 2010, che prevede che i trasferimenti correnti del Ministero alle Province siano ridotti di 300 milioni nel 2011 e di 500 nel 2012.
Solo che a pagare questo salasso saranno solo 60 Province,quelle più piccole o economicamente più deboli. Infatti, il taglio non è stato redistribuito su tutte le amministrazioni provinciali ma solo su quelle che avendo meno introiti propri, godono ancora di trasferimenti correnti da parte dello Stato.
Ora il Ministero dell’Interno deve dare applicazione all’art. 14, comma 2 della legge 122 del luglio scorso. Poiché la Conferenza Stato-città-autonomie locali non ha trovato criteri unanimi e condivisi, il Ministero ha di fronte due strade: applicare il taglio in modo lineare su tutti i trasferimenti statali, oppure limitarlo solo ai trasferimenti strutturali, cioè escludendo gli investimenti infrastrutturali come, ad esempio, la manutenzione delle strade. Nel primo caso- taglio su tutto-la Provincia di Vercelli perderebbe per il 2011 circa 2.5 milioni di euro; nel secondo caso la riduzione sarebbe più contenuta e si attesterebbe a 1,8 milioni di euro.
L’On. Luigi BOBBA fa presente al Ministro che tale riduzione andrebbe ad intaccare pesantemente il livello dei servizi da erogare nell’anno 2011 e l’ulteriore taglio presunto per la Provincia di Vercelli di circa 5 milioni per il 2012, porterebbe di fatto allo svuotamento delle funzioni della Provincia.
“Faccio appello al Ministro affinché applichi almeno una strategia di riduzione del danno e cioè distribuisca i tagli escludendo gli investimenti infrastrutturali o, meglio ancora, che redistribuisca i risparmi su tutte le Province a le realtà dotate di maggiori risorse proprie. Un’applicazione distorta di questa legge sarebbe purtroppo un anticipo di federalismo alla rovescia: colpire i più piccoli e i più deboli lasciandoli senza risorse. Una strada completamente sbagliata se si considera la specificità dei territori e in particolare di una Provincia come quella di Vercelli con un numero elevato di km di strade da mantenere e con una parte consistente di territorio montano. Chiunque andrà a governare la Provincia, ora commissariata in seguito alle note vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’ex presidente Masoero e altri componenti della Giunta, si troverà una sgradita sorpresa. Il Ministro ha la possibilità almeno di dare un segnale che il federalismo non è la via per favorire i forti ma un modo per chiedere a ciascuna autonomia territoriale di assumersi le proprie responsabilità in un quadro di cooperazione e di coordinamento dei servizi . Ciò per Vercelli si traduce nella necessità di pensare le strategie future nell’ambito del quadrante Nordest, ovvero in necessarie collaborazioni con le Province di Biella, Novara e VCO”.
On. Luigi BOBBA Deputato PD Piemonte Vice Presidente Commissione Lavoro Camera dei Deputati
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La lettera a Maroni
Alla C.A.
dell’On. Roberto Maroni
Ministro dell’Interno
Sua Sede
On. Ministro,
la manovra sulla finanziaria locale, di cui al Decreto Legge 78/2010 convertito con Legge 122/2010 prevede per le province, all’articolo 14 comma 2, che i trasferimenti correnti comprensivi della compartecipazione IRPEF, dovuti alle province dal Ministero dell’Interno, siano ridotti di 300 milioni di euro per l’anno 2011 e di 500 milioni di euro annui a decorrere dal 2012.
La formulazione della norma comporta che il peso della manovra ricada in modo disequilibrato sulle province italiane andando a colpire solo quelle che hanno ancora trasferimenti statali in quanto sono dotate di una minore capacità di acquisire entrate tributarie.
Per ciò che concerne il mio territorio, la Provincia di Vercelli, gli effetti della normativa possono essere già contabilizzati e assumono carattere preoccupante per le conseguenze ad esse connesse.
Ciò che si contesta, infatti, sono i possibili effetti disuguali che verrebbero ad incidere solo sulle province più piccole, come Vercelli, mentre le province capoluogo di regione non ne sarebbero toccate: il taglio dei 300 milioni si distribuisce su circa 60 province tra le più piccole o economicamente deboli.
La conferenza stato – città – autonomie locali entro 90 giorni dalla conversione della legge, quindi entro il 30 ottobre 2010, avrebbe dovuto trovare criteri più equi per la ripartizione dei tagli, ma ad oggi non è stato trovato alcun correttivo condiviso per il peso decisionale delle province più ricche, che hanno interesse a mantenere tale formulazione delle norme e a non individuare criteri diversi da quello proporzionale.
Pertanto, come previsto dal citato articolo 14 comma 2 ultimo periodo, spettava al Ministro dell’Interno, entro il 30 novembre 2010, predisporre il decreto di riparto delle riduzioni dei trasferimenti secondo un criterio proporzionale. Decreto, ad oggi, non ancora emanato.
Da autorevoli fonti dello stesso Ministero dell’Interno parrebbe che il criterio che verrà presubilmente adottato comporta un taglio delle risorse spalmato su tutti i trasferimenti statali, indistintamente, comprese dunque anche le risorse destinate agli investimenti infrastrutturali, con una perdita per la Provincia di Vercelli quantificabile in 2, 5 milioni di euro nel bilancio 2011 e di 3 milioni di euro per l’anno 2012.
“Il Sole 24 ore” del 18 ottobre 2010, offriva a riguardo un elenco delle province con i tagli operati dal Ministero facendo un confronto tra il criterio su esposto e un secondo parametro che andrebbe a concentrare i tagli solo sui trasferimenti strutturali.
Con questo secondo criterio, per la Provincia di Vercelli le minori entrate sarebbero pari, verosimilmente, a 1,8 milioni di euro rispetto al 2010, cioè circa 700mila euro in meno rispetto al taglio lineare, recato dalla prima ipotesi sopraesposta.
L’effetto dell’applicazione della norma è pertanto a macchia di leopardo, colpisce le province più deboli economicamente e non in grado di recuperare dalle proprie imposte che si ricorda sono IPT, RC Auto e Addizionale Energia, e quindi strettamente collegate al numero di residenti e al livello di produzione industriale e artigianale, ingenerando fin da subito un federalismo anticipato, senza un adeguato ammortizzatore perequativo che invece dovrebbe sussistere almeno in fase di accompagnamento.
La riduzione avrebbe dovuto essere accompagnata da un meccanismo perequativo che doveva prevedere una partecipazione alla manovra anche a carico delle province che non beneficiano più dei trasferimenti ordinari, mediante un recupero a valere sull’imposta premi RC Auto, secondo un sistema già consolidato e in atto sulle province più ricche, previsto dalla normativa su addizionale energia elettrica, di cui alla Legge 133/99 e sulla attribuzione alle province della compartecipazione IRPEF , ex articolo 31 della Legge 289/2002.
In ogni caso l’ipotesi presumibilmente che verra’ seguita dal Ministero di procedere alla riduzione percentuale di tutti i trasferimenti pare estremamente iniqua, perché si tagliano indistintamente, in percentuale, le somme assegnate per le funzioni conferite, ai sensi del Decreto Legislativo 112/2000, il recupero IVA sui trasporti pubblici locali, nonché il Fondo Sviluppo Investimenti (si noti che per tale ultima voce, recentemente, la Consulta ha respinto la manovra effettuata sulle Comunità Montane con la finanziaria 2010, perché contraria al principio di certezza delle entrate, considerato che i mutui al tempo contratti facevano affidamento su tale contributo). Sarebbe, quindi, preferibile il taglio in proporzione ai soli trasferimenti strutturali. Occorre poi considerare che ai tagli governativi si aggiungeranno gli eventuali tagli regionali ed il minor gettito dei tributi da alcuni anni ormai in costante diminuzione.
Una riduzione di trasferimenti statali alla Provincia di Vercelli nel 2011 di € 2.500.000, andrà ad intaccare pesantemente il livello dei servizi e l’ulteriore taglio probabilmente raddoppiato previsto per il 2012, che si spera di poter scongiurare, porterebbe di fatto allo svuotamento delle funzioni della provincia.
In virtù di quanto sopra esposto e al fine di porre in essere un federalismo che sia effettivamente espressione dei territori, con le loro peculiarità, è necessario tener conto delle conseguenze evidenziate e voglio augurarmi che il Ministro voglia evitare il rischio di porre le province più piccole in uno stato di indigenza che non permetterebbe loro di adempiere ai servizi per e sul territorio.
Cordialmente
On. Luigi Bobba





