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Sequestro profughi eritrei, Marcenaro (Pd): «Farnesina fredda, in gioco vite umane»

Il presidente della commissione diritti umani: che cosa si aspetta a chiamare l’Egitto e la Libia?
Intervista al sen. Pietro Marcenaro su Avvenire del 3/12/2010

DA ROMA
«Ho presentato la settimana scorsa al Senato una interrogazione urgente al ministro degli Esteri sulla questione degli 80 eritrei sequestrati dai predoni e non ho avuto finora nessuna risposta. Solleciterò nuovamente il governo. Ma trovo strana queste freddezza su una questione umanitaria, che non è né retorica né strumentale ». Il presidente della Commissione speciale per i diritti umani del Senato, Pietro Marcenaro (Pd) spiega: «Siamo di fronte a gente in catene, nel deserto, che sta morendo nell’indifferenza di tutti. Cosa si aspetta a chiamare il governo egiziano per avere ragguagli su quanto sta accadendo nel Sinai? E cosa si aspetta, a livello più generale, a chiedere alla Libia un trattamento più umano per tutti i profughi?»
Senatore Marcenaro, lei parla di freddezza da parte del governo: da che cosa dipende secondo lei?

«Ho l’impressione che questa freddezza si determini tutte le volte che, come è naturale che accada, si verifica un conflitto tra realismo politico e principi.»

E, in questo caso, dove sarebbe il conflitto?

«Uno dei primi problemi, a livello generale, riguarda la politica dei respingimenti, messa in atto dal governo italiano in collaborazione con quello libico. È chiaro che non si dovrebbero respingere i profughi in blocco, senza aver accertato singolarmente se ci sono tra essi persone che hanno diritto, per le convenzioni internazionali, all’asilo. Poi c’è una seconda questione: quella della assoluta mancanza di garanzie nei campi profughi.»

Una questione molto delicata e ancora non risolta…

«Il governo italiano ha detto di recente che è impegnato a far tornare in Libia l’agenzia dell’Onu per i rifugiati. Vorremmo sapere a che punto è questa trattativa. Non penso che fare questo sia chiedere di abolire il trattato italolibico. Della questione se ne dovrebbe occupare anche l’Unione Europea che sicuramente ha una forza maggiore dell’Italia nel chiedere che gli accordi di qualunque natura con la Libia contemplino il rispetto e la salvaguardia dei fondamentali diritti dell’uomo.»