TERZO POLO. Dichiarazione di Mariano RABINO (Vice Segretario PD Piemonte)
Bene ha fatto il Segretario regionale Gianfranco Morgando ad aprire la strada per un’interlocuzione autonoma da parte del PD con il Terzo polo al fine di individuare punti comuni e arrivare ad un’alleanza politica. Mi pare evidente che nel PD è maturata la consapevolezza che, a livello nazionale come a livello locale, si debba lavorare per costruire alleanze serie, credibili, di governo, il che è possibile solo sulla base di convergenze programmatiche e non dando per scontato che il PD debba rinchiudersi dentro a un perimetro che comprende solo ciò che sta alla sua sinistra.
E’ giunto il tempo di non nascondersi dietro a formule alchemiche come il Nuovo Ulivo o l’alleanza democratica o altro ancora. Bisogna dire subito con chi intendiamo allearci in vista delle elezioni di primavera. Alla nostra sinistra, escludendo i grillini che sono espressione cancerosa e qualunquistica dell’antipolitica, abbiamo Di Pietro e Vendola. Su quali contenuti vogliamo costruire un’alleanza elettorale con questi partiti? Su temi importanti come grandi opere, politiche industriali, politica estera, etc., possiamo arrivare a sintesi comuni che, in caso di vittoria elettorale, non ci riportino allo psicodramma che caratterizzò l’Unione ai tempi del secondo Governo Prodi? Se a questi interrogativi non troviamo risposte pienamente convincenti, allora sarebbe folle non guardare alla nostra destra. Se il ‘Terzo polo’ si tradurrà davvero e presto da definizione giornalistica a soggetto politico organizzato, il PD dovrà avere il coraggio di costruire con questa inedita realtà un’alleanza capace di far girare pagina alla politica italiana: chiudere l’epoca del berlusconismo, impedire l’affermazione di nuovi populismi, dare al Paese un governo serio e competente.
Dunque, a Roma come a Torino, costruire un’alleanza con Vendola o con Di Pietro solamente se questo non impedisce un’alleanza con il nascente Terzo polo.
Rimanere a galleggiare senza scegliere con chi allearsi non può che avere come conseguenza quella di favorire l’emorragia di consenso verso l’abile pifferaio Vendola, favorire nuove uscite dal PD verso lidi centristi e ridurre il Partito Democratico in un qualcosa di sempre più simile a una riedizione del PDS”.
Mariano RABINO Vice Segretario PD Piemonte





