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REFERENDUM SU ACCORDO PER MIRAFIORI. GIANFRANCO MORGANDO: “AUSPICO RISULTATO POSITIVO E RIPRESA DELLA TRATTATIVA”.

Il referendum tra i lavoratori delle Carrozzerie di Mirafiori per l’approvazione definitiva dell’accordo firmato tra Fiat e Fim, Uilm e Fismic assume, come ovvio, un’importanza nazionale.

Il giudizio del PD sulla strategicità dell’investimento, sugli aspetti positivi e sulle serie criticità dell’accordo è noto. Non ci accodiamo ai toni apocalittici né agli eccessi di entusiasmo.

Ho molto rispetto per i lavoratori chiamati a pronunciarsi su una questione che si intreccia fortemente con le condizioni materiali della loro vita e con le prospettive di futuro delle loro famiglie.Per questo giudico il referendum lo strumento migliore per una decisione definitiva. Il referendum è legittimo ed è importante che il risultato venga riconosciuto e rispettato. Vista la rilevanza dell’investimento in questione e la tragica situazione dell’economia piemontese, auspico che il risultato sia positivo e che, a partire da ciò, si possa costruire un percorso finalizzato a consentire a tutti i sindacati di partecipare alla discussione sull’applicazione dell’accordo e a creare le condizioni per una soluzione dei problemi della esigibilità degli accordi e della rappresentanza sindacale secondo le linee che il PD ha delineato nei suoi più recenti documenti che, peraltro, corrispondono alle significative convergenze che in materia si sono registrate tra i diversi dirigenti sindacali.

Di questa auspicata nuova fase della trattativa non potrà non far parte anche un approfondimento sull’investimento, oggi ancora generico. La disponibilità dei lavoratori a mettere in discussione le consolidate modalità di organizzazione del lavoro deve rappresentare per l’azienda una sfida per affrontare tutti gli altri nodi dai quali dipende il recupero della capacità competitiva del Lingotto. La questione della ‘competitività’ internazionale posta da Sergio Marchionne è seria, ma essa non può essere affrontata solo in chiave di nuova organizzazione del lavoro, bensì anche ragionando sugli altri fattori che determinano la competitività stessa.

Gianfranco MORGANDO Segretario Regionale PD Piemonte