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Ceccanti (Pd): «È innegabile che debba poter decidere l’Aula»
Sul conflitto di attribuzioni pro-Berlusconi sollevato a Montecitorio non esistono scorciatoie
Intervista a Stefano Ceccanti su La Discussione del 23-03-2011
«Questa è una delle poche cose sulle quali è difficile dubitare in questa vicenda». Con una punta di ironia e un po’ di sano realismo Stefano Ceccanti risponde così alla domanda che sta tenendo sulle spine la politica italiana.Sarà o non sarà l’Aula della Camera (dove il centrodestra è in maggioranza) a votare in merito al conflitto di attribuzioni relativo al deputato Silvio Berlusconi coinvolto nel cosiddetto “caso Ruby”?
Sarebbe difficile negare questo diritto all’Aula di Montecitorio, che è l’organismo chiave che può deferire i poteri nonché l’organismo centrale di quel ramo del Parlamento.
Inoltre – specifica il costituzionalista e senatore del Pd – se fosse corretta la tesi del conflitto di attribuzione, l’organismo leso risulterebbe essere sempre l’Aula, perché questa dovrebbe votare le esimenti per quei reati.
Quindi?
Quindi è innegabile che debba poter decidere l’Aula.
Si aspetta questo tipo di pronuncia da parte della Giunta?
Sì, anche perché non ci sono norme scritte per un caso di questo tipo, ma i precedenti sono chiari. È vero che altre volte ci sono stati dei casi in cui l’Ufficio di presidenza (dove il centrodestra è in minoranza, n.d.r.) ha rigettato senza che i casi in questione arrivassero all’Aula, ma quest’ultima era stata informata e si trovava in sintonia con quella decisione.
Stavolta non sarebbe così…
Infatti, ora ci troviamo nella situazione peculiare di avere due maggioranze diverse tra l’Aula della Camera e l’Ufficio di presidenza.
Ma non si può impedire a chi è in maggioranza in Aula di esprimere un orientamento.
Nicola Maranesi





