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Bersani: “Piero? Un innovatore”

Intervista a Pierluigi Bersani su la Repubblica del 12-05-2011

FASSINO? “E’ un innovatore”. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, appoggia così il candidato del centrosinistra. E sul futuro dell’attuale sindaco dice: “Ho una proposta per lui a Roma”.
Bersani, qual è il significato nazionale delle elezioni di Torino?
“Tutte le elezioni di domenica hanno un significato nazionale: è necessario dare un segnale forte, dire che con questo governo non si può più andare avanti. Che è ora di cambiare le priorità passando dai problemi personali del presidente del Consiglio ai temi del lavoro e dell’innovazione”.Quale ruolo può giocare, secondo lei, il voto torinese?
“Torino è una capitale di questo paese. Non solo perché lo è stata 150 anni fa ma perché oggi è una capitale dell’innovazione. Per questo da qui si vede meglio la necessità di far cambiare registro alla politica italiana. Le elezioni di domenica sono un’occasione”.
Governate Torino da molti anni. Qual è a suo parere la ricetta vincente di quello che viene chiamato il villaggio di Asterix del centrosinistra italiano?
“C’è una regola in politica: non si può governare a lungo un territorio se non si ha una grande capacità di innovarsi. Se il centrosinistra ha governato Torino per molti anni è perché quella capacità l’ha dimostrata. Con le giunte di Castellani prima e di Chiamparino poi”.
Crede davvero che con il voto di domenica si possa incrinare l’egemonia di Lega e Pdl in buona parte del Nord?
“In questi giorni ho girato tutti i Nord, dal Friuli al Piemonte. A differenza del passato mi sembra che la competizione tra Pdl e Lega sia soprattutto interna al bacino elettorale del centrodestra. Ma non c’è più quella capacità della Lega di conquistare voti anche nell’area di centrosinistra. Insomma, la Lega di lotta e di governo mi sembra al tramonto”.
‘Un partito di lotta e di governò era uno slogan del Pci…
“Lo slogan non lo ha inventato la Lega ma ha avuto la capacità di metterlo in pratica”.
Lei ha lavorato in questi anni gomito a gomito con Piero Fassino. Ce lo descrive?
“Di Fassino si dice che è un gran lavoratore, che è una persona onesta, che ha esperienza internazionale. Tutte cose vere. Ma si dice troppo poco che Piero è un innovatore, uno che di fronte a un’avventura non si tira indietro”.
Ci fa un esempio?
“La fondazione del Pd. Da segretario dei Ds si è rimboccato le maniche per arrivare alla costruzione del nuovo partito e c’è riuscito al termine di un percorso che non è stato certo facile”.
Quando avete cominciato a immaginare la sua candidatura a sindaco?
“Beh, ora lo posso dire. In questi anni quando a Roma si parlava di Torino ascoltavamo con attenzione i responsabili locali del partito. Ma poi una chiacchiera con Fassino era abituale. Il suo parere sulla città è sempre stato competente, il parere di qualcuno che ama e conosce le sue radici. Quando si accennava alla possibilità di una sua candidatura, lui rispondeva che sarebbe stato a disposizione solo se, dopo un’attenta valutazione delle alternative, il partito avesse ritenuto utile quella candidatura. Così è stato”.
Una delle questioni aperte per Torino, e non solo, è il futuro della Fiat. Che sta anche dividendo i sindacati. Come si esce dall’incertezza?
“Vedo alcuni segnali incoraggianti. C’è una nuova tendenza, anche nei sindacati, a ridurre le divisioni. Penso che questo sia importante per far sì che la Fiat rimanga un progetto industriale italiano. Sarebbe decisivo avere chiarezza sul progetto industriale della Fiat e avere un governo che lavora per dare certezze alle parti sociali e non per dividerle. Credo che Fassino sia il sindaco giusto per far sentire il peso della città in questa discussione”.
Si parla di un nuovo ruolo nel Pd nazionale per Sergio Chiamparino. Conferma?
“Con Chiamparino sono già d’accordo: il giorno dopo aver concluso il suo mandato di sindaco verrà a Roma e faremo una lunga chiacchiera. Sarebbe un vero peccato per il partito non saper valorizzare la sua esperienza e le sue competenze”.
Un incarico nazionale di ambasciatore del Nord nel Pd?
“Una proposta ce l’ho ma la dico prima a lui”.
I vertici del triangolo industriale torneranno tutti al centrosinistra?
“Beh sul lato milanese è la guerra di Davide contro Golia. Ma Davide vinse e abbiamo buone speranze. A Torino l’unico rischio è la frammentazione del voto. Per questo domenica è importante che Fassino vinca al primo turno”.