AMMINISTRATIVE 2011 Homepage in edicola News e comunicati
Così l´onore di Novara ha ribaltato il Carroccio
Paolo Griseri su la Repubblica del 01-06-2011
I «Pirati dei caraibi» al cinema Vip e «Una notte da leoni 2» alla sala Araldo. La lista dei cinema di Novara finisce qui. Due schermi per centomila abitanti. «In alternativa – testimonia Sara Paladini, giovane consigliera comunale del Pd – si può prendere il motorino e raggiungere la multisala di Bellinzago, venti chilometri più a nord, sulla strada verso Malpensa». Sì perché la multisala non è collegata da alcun mezzo pubblico e, anzi, nella Novara guidata dalla Lega gli autobus circolano solo fino alle 19,30.
Città triste? «Per nulla – ironizza Sara – si possono sfruttare le notti verdi, con i negozi aperti ma in salsa leghista, con la fiera del salame a fare da fulcro della manifestazione».
Trattare la seconda città del Piemonte come una qualsiasi frazioncina di campagna è stato, in fondo, il peccato capitale che è costato al centrodestra una delle più clamorose sconfitte elettorali. Clamorosa perché inaspettata. Lunedì pomeriggio, quando i risultati hanno cominciato ad affluire in municipio, più d´un testimone ha sentito le urla provenire dalla sala giunta dov´era riunito lo stato maggiore del Carroccio. Sconfitta ancor più cocente nella città di Roberto Cota, il fedelissimo di Bossi che solo un anno fa aveva conquistato il posto di governatore del Piemonte cacciando fuori dal salotto buono l´altezzoso centrosinistra torinese. «Eppure – spiega l´anonimo interlocutore leghista che accetta di proporre un´analisi sincera – proprio nella vittoria di Cota di un anno fa stanno i germi della sconfitta di oggi». La sintesi tocca ad Andrea Ballarè, 43 anni, da poche ore incredibilmente sindaco della città: «Qui la Lega si è fatta prendere dalla presunzione, una casta di intoccabili che pensava di vincere in tutte le condizioni». Mauro Franzinelli, il candidato imposto da Cota al resto del partito e agli alleati, alza candidamente le braccia in segno di resa: «Non credevo di perdere. Ho incontrato i cittadini fino a poche ore prima del voto e non mi aspettavo una sconfitta simile».
Dov´è finito il famoso fiuto leghista, il suo radicamento sul territorio garanzia di conoscenza assoluta dell´animo degli elettori? L´anonimo del Carroccio sintetizza: «Siamo riusciti a vincere il primo turno e perdere il ballottaggio. Perché la gente di Novara vuole bene alla Lega ma non amava questo candidato». I numeri sembrano dargli ragione: al primo turno il centrodestra ha sfiorato il 50 per cento, record assoluto in città. Ma già allora il candidato di Cota aveva ottenuto tre punti in meno delle liste che lo sostenevano. Al ballottaggio, ecco l´incredibile. «E pensare – dice il vincitore – che per noi era già clamoroso arrivare al secondo turno. Invece ho recuperato 10 mila voti a Franzinelli e ho vinto». Tra i primi a congratularsi il novarese più illustre, Oscar Luigi Scalfaro: «Mi ha detto bravo e ha aggiunto: ‘Ho pregato la madonna per te´».
Ballarè non ha vinto solo perché Franzinelli non appassionava i novaresi. La città di Cota ha punito anche il comportamento del governatore del Piemonte. Che da un anno l´ha abbandonata portandosi a Torino come assessore regionale il sindaco Massimo Giordano, sostituito per un anno dall´interim della sua vice, Silvana Moscatelli: «Così facendo – conclude l´analisi l´anonimo leghista – Cota ha trasformato la vittoria alle regionali nella sconfitta di oggi». Sarà, ma a spiegare la fatal Novara ci sono anche ragioni meno contingenti della polemica strisciante contro Torino ladrona di personale politico. «Questa è una città in transizione che carica sull´amministrazione comunale le attese e le frustrazioni di chi non vede realizzarsi il futuro promesso», sostiene Cesare Emanuel, prorettore dell´Università. Le promesse erano quelle della logistica e dell´innovazione: «Siamo al crocevia tra il corridoio logistico che unisce Genova a Rotterdam e quello che collegherà Lisbona a Kiev», spiega Emmanuel. Solo che il corridoio Lisbona Kiev è bloccato in val di Susa e quello per Rotterdam è di là da venire. Novara è una piattaforma senza container. E senza lavoro: la crisi della Deagostini e quella del polo industriale manifatturiero spiegano perché nei quartieri popolari, contrariamente al passato, il candidato della Lega ha preso la batosta più dura. «L´amministrazione pensava di conquistare voti polemizzando con gli stranieri mentre tutti hanno capito che il problema non sono i marocchini ma la disoccupazione» dice il direttore della Caritas, don Dino Campiotti. Nei primi cinque mesi del 2011 ha distribuito 300 mila euro di aiuti ai poveri novaresi, in tutto il 2010 ne erano bastati 500 mila. La giunta leghista ha impedito il velo alle donne islamiche e addirittura gli assembramenti di più di tre persone nei parchi cittadini. Una specie di coprifuoco rurale che la città non ha accettato: «Hanno messo il dito nella piaga sbagliata», dice Ballarè facendo l´esempio «della Memc, un´azienda leader mondiale nella produzione di silicio che l´amministrazione precedente non ha mai incontrato». Il corto circuito tra i componenti dei computer e la fiera del salame ha mandato in tilt il governo leghista della città. E spiega perché il nuovo sindaco rilascia interviste a tutt´Italia mentre seduto al posto del predecessore si rigira tra le mani un tagliacarte con «l´albertino», l´immagine di Alberto da Giussano con la spada sguainata. Ormai è diventato un trofeo di guerra.






