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Esposito: tra loro professionisti della rivolta
Intervista a Stefano Esposito sul Quotidiano Nazionale del 27-06-2011
Della lettera con minacce e proiettili l’onorevole del Pd Stefano Esposito non vuole parlare.
«Cercano visibilità e nel mio piccolo evito di fare loro un favore».
Loro chi?
«I professionisti della rivolta. Paraguerriglieri che hanno messo le vedette sulla A32 e davanti alle caserme per anticipare l’attacco. Dentro il fronte No Tav ci sono tante persone per bene, ma pure i fanatici della resistenza violenta. Al presidio della Maddalena hanno raccolto tonnellate di pietre e bande chiodate. Schedano i visitatori e li accompagnano in tour guidati tipo Unione Sovietica. Decidono chi sono i giornalisti amici e tengono d’occhio i nemici del popolo. Scimmiottano i terribili anni Settanta con comunicati deliranti. E nei loro siti c’è tutto l’armamentario classico di una storia finita. Il problema è che invita ad abbattere il regime e qualcuno lo sta a sentire».
Ma sono 300-400 persone contro lo Stato italiano e la Francia…
«Direi contro l’Unione europea. Sulle barricate per una questione che va oltre l’essere pro o contro l’alta velocità. Questa è una vicenda piena di errori da parte dello Stato e la protesta poteva avere una logica all’inizio. Ma negli ultimi sei anni l’Osservatorio di Mario Virano ha fatto un lavoro straordinario, il progetto è stato cambiato, il percorso ormai è quasi tutto in galleria. È chiaro che siamo di fronte a un pregiudizio ideologico. O peggio. Dentro i No Tav hanno trovato casa gli anarco insurrezionalisti, i centri sociali. Radio Black Out, del centro Askatasuna, ha offerto le sue frequenze alla Radio della Libera Repubblica della Maddalena. Se un gruppo di persone si inventa una sua repubblica e può decidere cosa fare di quel territorio salta la ragione della convivenza democratica».
Quindi il territorio non c’entra?
«Ho l’impressione che qualcuno abbia scambiato questa faccenda per un altro referendum contro Berlusconi. Lo Stato ci sarà anche dopo di lui e se toccherà a noi governare ci porteremo dietro lo sputtanamento di una totale perdita di credibilità. Mi stupisce che il mondo intellettuale non rifletta su questo. Incredibile che Diego Novelli parli di nuova resistenza. Girano ancora le idee di quel pezzo di sinistra anni Settanta che non stava né con lo Stato né con le Br».
Resistenza a spese di chi?
«Non lo so. Io organizzavo le feste dell’Unità e garantisco che costano tantissimo. Non mi vengano a raccontare la balla dell’autofinanziamento. So però che 5 miliardi di investimenti sul territorio porteranno risorse e posti di lavoro in un momento non proprio felice».





