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Bindi: «Il caso Enac non deve ripetersi, il Pd vigili sulla questione morale»

Intervista a Rosy Bindi su la Repubblica del 10-07-2011


«In un paese in cui c’è una questione morale enorme, dobbiamo cambiare la politica». Rosy Bindi lo scandisce dal palco della manifestazione delle donne a Siena.
A proposito di moralità, si parla di un “sistema Morichini”, che lambisce D’Alema e la sua Fondazione, qual è il suo giudizio, presidente Bindi?
«D’Alema mi pare abbia fatto precisazioni importanti. È pronto a dimostrare l’estraneità e l’assenza di ogni contiguità non virtuosa. Penso, in generale, che nell’Italia del grande conflitto d’interessi nessuno può permettersi ombre neppure su piccoli conflitti d’interesse».

Non mandi la palla nell’altro campo, però.
«Niente affatto. Dico che mentre il Pd si candida all’alternativa del paese, per chiudere un ciclo e aprirne un altro, deve porre al centro la questione morale».

C’è una questione morale anche nel Partito democratico?
«Se per questione morale intendiamo un sistema incentrato sulla deviazione della funzione politica dall’interesse pubblico, dico di no. Se facciamo riferimento ad alcuni casi, devo ammettere che periodicamente compaiono. Il Pd però sa prendere le distanze, reagire e sanzionare: da noi chi sbaglia paga. In questo momento la questione morale è decisiva. Pensi a ciò che sta investendo il governo: l’inchiesta Milanese che tocca Tremonti; alla gravità inaudita di quello che sta avvenendo in settori della Finanza. Un partito di opposizione che vuole candidarsi come alternativa del paese, deve essere più rigoroso nei confronti di se stesso e in sintonia con un paese che è sempre più esigente, e giustamente».

Dovete tenere gli occhi più aperti?
«Ho sempre ritenuto che la questione morale in politica non fosse riconducibile semplicemente ai fatti giudiziari ma investa il rapporto tra partiti, economia, istituzioni, il comportamento dei singoli. Da questo punto di vista nessuno può mai ritenersi al di sopra della capacità di servire al meglio il paese, di selezionare in maniera adeguata la classe dirigente. Noi faremo una assemblea del Pd a ottobre in cui ripuntualizzeremo il nostro programma per l’Italia, e affronteremo anche la questione morale, i costi e i privilegi della politica. Ribadiremo il principio del finanziamento pubblico e chiederemo comportamenti esemplari ai partiti e ai singoli. Se la politica deve essere interlocutrice di un movimento di indignazione civile e guidare i processi economici, deve essere chiarissimo che persegue solo l’interesse generale».

Passiamo al capitolo Franco Pronzato. A chi siede nel cda di una società, in questo caso l’Enac, come mai è stata affidata la responsabilità del settore trasporto aereo del Pd?
«Penso che non ci siano altri casi come quello di Pronzato. Una separazione netta è indispensabile tra chi siede in un cda, ha ruoli di governo o di amministrazione e chi ricopre responsabilità di partito».

Un partito può fare favori a imprenditori in cambio di contributi?
«Non possono mai esserci favori. Un partito può accettare contributi privati solo se è in grado di dimostrare che quelle risorse non incidono sulla sua azione, che è di perseguire l’interesse generale».