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EFFETTI DELLA MANOVRA SUL PIEMONTE
UNA DICHIARAZIONE DI ALDO RESCHIGNA, CAPOGRUPPO REGIONALE PD, E GIANFRANCO MORGANDO, SEGRETARIO REGIONALE PD.
Ancora una volta il presidente Cota, invece di tutelare il Piemonte e i suoi cittadini, preferisce comportarsi da politico nazionale della Lega nord e avallare l’iniqua manovra del governo.
Eppure le cifre parlano chiaro: il taglio di 160 milioni per il Piemonte si somma all’altro taglio di Tremonti che vale 450 milioni per il 2012. Considerando che nel 2011 la nostra Regione ha già scontato 380 milioni di euro di minori trasferimenti dallo stato, nel 2012 il Piemonte avrà 900 milioni di euro in meno rispetto al 2010.
Inoltre la manovra già approvata nelle settimane scorse prevede che nel 2013 ci saranno per le Regioni 5 miliardi in meno sulla sanità. Per completare il quadro, nel 2012 il fondo nazionale sulle politiche sociali sarà praticamente dimezzato rispetto al 2011.
Sono tagli da brivido. Ma, a differenza del suo alleato Formigoni che denuncia l’imminente crollo dei bilanci regionali, Cota usa parole tranquillizzanti e promette che non taglierà la sanità, le politiche sociali e di sviluppo, né aumenterà le tasse. Forse negli Stati Uniti si sarà consultato con qualche mago.
Anche noi siamo molto preoccupati della drammatica situazione nazionale, ma per rastrellare i fondi necessari si potevano utilizzare altri strumenti, e non questa manovra iniqua che aggraverà le disuguaglianze e non produrrà sviluppo. O, come nel caso delle Province e dei Comuni, compie un’operazione necessaria in modo sbagliato, rischiando di acuire le distanze tra i territori. Ma le nostre proposte sensate non sono neanche state ascoltate.
Cota non ha alternative: o taglia su sanità, politiche sociali e per lo sviluppo, cultura, ricerca e infrastrutturazione del Piemonte, o aumenterà le tasse, svelando la vera faccia del federalismo fiscale in versione Lega nord: non lo spostare il prelievo fiscale dal centro alla periferia, ma una tassazione aggiuntiva determinata dalle scelte centraliste del governo nazionale Lega-Pdl.





