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CITTA’ DELLA SALUTE: SIAMO D’ACCORDO CON EZIO GHIGO UNA DICHIARAZIONE DI NINO BOETI

Siamo d’accordo con la lettera del preside della facoltà di medicina Ezio Ghigo e diciamo da un anno e mezzo che l’ipotesi della Città della salute di Torino non ha niente a che spartire con gli ospedali di Chieri, Moncalieri e Carmagnola. Ospedali che devono continuare a svolgere la loro funzione territoriale, secondo il principio ispiratore del piano sanitario nazionale del 1978 che indicava nella continuità tra ospedale e territorio la risposta ai bisogni di salute dei cittadini.

In tutto il mondo si ammette che un ospedale moderno, che deve mettere assieme prestazioni di qualità remunerative e anche possibilità gestionali, non deve superare gli 800 posti letto. Non capisco perché il Piemonte debba ispirarsi a principi diversi.

Abbiamo già detto che la nostra principale condizione perché la discussione sul piano sociosanitario regionale possa avviarsi é che il governo regionale di centrodestra metta da parte la divisione tra ospedale e territorio e di accorpare aziende sanitarie mostruose e ingestibili, come quelle delle Molinette o di Novara.

Oggi, contro l’ipotesi della divisione tra ospedali e territorio si sono schierate le autonomie locali. Ora la presa di posizione della presidenza di medicina rafforza questa nostra convinzione: la Città della salute di Torino diventi l’ospedale dell’eccellenza, della ricerca, dell’innovazione, dell’alta tecnologia. E gli ospedali territoriali continuino a fare il loro lavoro.