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Le primarie nel PD prima del 2013? Lo dice lo Statuto

Stefano Ceccanti su l’Unità del 24/09/2011


Su queste colonne Francesco Cundari ha sostenuto che l’anticipo delle primarie di partito del Pd prima delle elezioni in alternativa a quelle di coalizione è buona cosa, anche se io nei giorni scorsi avrei scelto un momento non felice per spiegarlo e avrei proposto una sommatoria tra le due che renderebbe la proposta un po’ barocca e poco funzionale.


Il dato più pregevole di quello che ha scritto Cundari è che si tolgono di mezzo tutte le strumentalità personalistiche e/o correntizie: voler sostenere o colpire Tizio o Caio, parlare a nome di questo o quel raggruppamento interno. Il problema invece è quello di rendere credibile e praticabile un’alternativa di Governo.
Replico anzitutto alle due osservazioni critiche. Non credo francamente di avere aperto io un dibattito, che invece si era già sviluppato autonomamente.
Due settimane fa la Presidente del Partito Rosi Bindi, di fronte all’ipotesi di candidatura di Matteo Renzi, aveva sostenuto che ci sarebbero state primarie di coalizione e che se Renzi avesse voluto partecipare avrebbe dovuto prima uscire dal Pd.
L’incontro di Vasto ha poi dato l’impressione che fosse in sostanza definito il bacino della coalizione in cui fare tali primarie: Pd, Idv e Sel. A questo punto, dentro una riflessione più complessiva tra partito e coalizione, mi è sembrato doveroso intervenire per correggere gli esiti che sembravano addirittura già scontati.
Nelle forme parlamentari europee le coalizioni si fanno intorno al segretario del primo partito che è anche il candidato Premier: a me sembra che dovremmo puntare a questa normalità, anziché proporre vecchie o nuove anomalie.
Siccome le primarie di coalizione sembravano scontate, mi ero posto il problema di ridurre il danno, anteponendo quelle di partito, di modo che nessuno del Pd debba paradossalmente uscire dal partito per candidarsi a quella di coalizione.
Se però mi si dice che scontate non sono e che si possono mettere in alternativa, come sostiene Cundari, ancora meglio. Infatti non vedo alcuna ragione né politica né giuridica per fare le primarie di
coalizione.
Non politica perché, oltre alla regola delle democrazie parlamentari richiamata in precedenza, gli eventuali alleati più moderati non sono interessati e Idv e Sel appaiono più propensi a farle come test di pubblicità per sé piuttosto che come strumento per rendere più credibile l’alternativa di Governo.
Per queste ragioni l’operazione rispetto all’elettorato deluso dal berlusconismo sembra decisamente controproducente. Non giuridica perché lo Statuto del Pd all’articolo 20 non pone nessun automatismo tra la costruzione di una coalizione e lo strumento della primaria di coalizione. Infatti si dice «Qualora il Partito Democratico aderisca a primarie di coalizione per la carica di Presidente del
Consiglio…».
Dunque meglio la primaria di partito. Perché anticiparla? Perché quando si chiede un mandato per governare il contesto è tutto ed è difficile dire che il contesto politico del 2012 o del 2013 sia in continuità con quello del 2009.
Qualcuno oppone a questo argomento di sostanza l’obiezione di scavalcare lo Statuto.
Sono sempre sensibile agli argomenti formali perché in politica la forma è la prima sostanza però in questo caso l’obiezione non sta in piedi. Lo Statuto regola puntualmente la possibilità che si anticipi la scadenza. Anzi, al contrario, in questo caso ci sarebbero problemi a coordinare la scadenza normale con quella delle elezioni politiche. Infatti l’articolo 5 fa iniziare la procedura esattamente sei mesi prima della scadenza del mandato (ad aprile rispetto alla scadenza di ottobre), il che vuol dire che se le elezioni politiche si svolgessero a scadenza regolare e non si volessero fare nuove primarie di partito bisognerebbe comunque varare una deroga statutaria: che senso avrebbe indire le primarie del Pd ad aprile in mezzo alla campagna elettorale?
Torniamo quindi a ragionare in termini di opportunità avendo come parametro quello della costruzione di una credibile alternativa di governo.
Per me, con questi presupposti, il Partito Democratico viene prima e la coalizione solo dopo, intorno al Pd.