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FIAT: DAMIANO, USCITA DA CONFINDUSTRIA FATTO GRAVE

(ANSA) – ROMA, 3 OTT – ‘L’annunciata uscita di Fiat da Confindustria e’ una scelta grave che non aiuta il paese. Questo fatto e’ tanto piu’ rilevante perche’ avviene all’indomani della ratifica da parte di Cgil, Cisl, Uil e Confindustria dell’accordo del 28 giugno scorso che ha dato un assetto stabile alle regole di rappresentanza e rappresentativita’ e al modello contrattuale. In quell’intesa si e’ dato risalto, senza compromettere la funzione del contratto nazionale, al ruolo della contrattazione di livello aziendale, come ha sempre richiesto Marchionne’. Lo ha detto Cesare Damiano, capogruppo Pd nella commissione Lavoro di Montecitorio.


‘In un momento cosi’ difficile, di grave crisi economica e sociale, il paese non ha bisogno di frantumare la rappresentanza del lavoro e dell’impresa ma al contrario, di trovare le opportune convergenze in un sistema di regole universale e condiviso, come quello individuato nell’accordo di giugno. E’ molto grave che il ministro Sacconi si preoccupi solo di affermare che la scelta di Marchionne non e’ contro il governo o contro l’articolo 8 della manovra di agosto voluto fortemente dallo stesso Sacconi. In questo modo, si conferma una visione miope da parte del governo, tesa solo a giustificare le proprie scelte sbagliate piuttosto che ricercare l’interesse generale del paese’.