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Cesare Damiano: “Si cominci tassando le ricchezze. Se partiamo dalla previdenza finiremo per regalare voti alla Lega”

Intervista a Cesare Damiano su la Repubblica del 01/12/2011


«Preferirei un confronto preventivo sulla riforma delle pensioni. E stiamo attenti a non regalare consensi alla Lega».

Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro, capogruppo del Pd in commissione a Montecitorio, è molto critico. «La gauche ha sempre due strade: una è negoziare, l`altra è piantare bandiere».
Secondo lei, il Pd deve mettere “paletti” a Monti?

«Sì. Più in generale io penso che il governo non dovrebbe partire dalle pensioni ma da una patrimoniale, da una tassazione cioè sui grandi patrimoni, le rendite, le transazioni finanziarie. Perché non contabilizzare i risparmi pensionistici realizzati dal 2004 a oggi?».

Cosa intende dire?

«Che le pensioni hanno “pagato” in questo paese, hanno portato risparmi. In 7 anni dal 2004 al 2011 la curva della spesa pensionistica è scesa di un punto percentuale rispetto al Pil».

Però la riforma è indispensabile?

«Purché non si tocchino le pensioni di anzianità. Inoltre chi è stato al lavoro per 40 anni (a cui si aggiungerà un ulteriore anno di finestra mobile) ha diritto di andare in pensione senza attendere ancora. Con Pier Paolo Baretta – lui cattolico, io laico; lui ex Cisl, io ex Cgil – abbiamo presentato una proposta di flessibilità pensionistica»

Teme che il Pd regali consensi ai leghisti?

«Questo è il punto politico. È un grosso problema politico che secondo me non va sottovalutato».