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Damiano: “Non prendiamo tutto a scatola chiusa, correggiamo anche i testi dell’esecutivo”

Intervista a Cesare Damiano di Giovanna Casadio – La Repubblica del 24/02/2012
«Non possiamo prendere a scatola chiusa ogni decreto». Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro, “gauchista” del Pd, non è tipo da giri di parole.
Il richiamo del presidente Napolitano ha creato malumori nel Pd?
«Credo che ci sia la tendenza del Parlamento a utilizzare qualsiasi decreto per emendarlo. Mi pare abbastanza evidente. Lo si fa anche con interventi impropri, certo. D’altra parte però non si possono prendere i provvedimenti a scatola chiusa. È abbastanza evidente che non lo si possa fare con i decreti. Fa parte del gioco parlamentare. Ovvio che ci vuole discernimento e saggezza. Per quanto mi riguarda non rinuncerò mai a utilizzare tutti gli strumenti per emendare alcuni provvedimenti».
Può fare qualche esempio concreto?
«Il provvedimento sulle pensioni per me non è concluso e va quindi corretto. L’ho fatto, l’abbiamo fatto come Pd con emendamenti al Milleproroghe. Ora chiederemo al governo un provvedimento ad hoc di correzione su due punti: gli accordi di mobilità sottoscritti dopo il 4 dicembre 2011; la possibilità di utilizzare il vecchio sistema pensionistico per coloro che matureranno nei prossimi due anni il diritto alla pensione, escludendo dal computo la cosiddetta finestra mobile e l’ aggancio all’aspettativa di vita».
Ma l’invito del capo dello Stato è giusto o sbagliato?
«Napolitano coglie una contraddizione: la tendenza cioè a utilizzare gli strumenti a disposizione per inserire un sacco di emendamenti.Va però detto che ci sono già regole parlamentari che limitano fortemente questa possibilità. Non è un caso che molti emendamenti presentati siano stati giudicati inammissibili per estraneità di materia».
Passare dai decreti del governo alla fiducia in Parlamento rischia di svuotare la funzione parlamentare?
«Non c’ è dubbio che questo rischio ci sia. Ripeto, noi non possiamo accettare a scatola chiusa i provvedimenti del governo Monti. Il richiamo del Capo dello Stato è sicuramente doveroso. Ma al tempo stesso è giusto che il Parlamento utilizzi gli strumenti a sua disposizione per correggere i decreti».
Sono in arrivo provvedimenti in cui le correzioni sono indispensabili?
«Se non ci sarà un accordo sul tema del mercato del lavoro è evidente che l’azione parlamentare sarà impegnativa».