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Esposito: «A sinistra c’è troppa connivenza. Anche il mio partito si nasconde»

Intervista a Stefano Esposito su Quotidiano Nazionale del 29/2/2012


La galassia anarco insurrezionalista è pronta a tentare il salto strategico. L’opposizione alla Tav sta per trasformarsi nella battaglia di tutte le battaglie. E il povero Luca Abbà, folgorato a 15 metri da terra, è solo un pretesto per alzare il tiro. Premonizioni della scorsa estate. A Chiomonte si picchiavano, a lui spedivano proiettili. Stefano Esposito, parlamentare Pd, non è contento di averci preso. «Chi ha voluto guardare aveva previsto tutto. In val di Susa si stanno ponendo le basi per uno scontro duro e pericoloso. C’è stata una mutazione genetica. Un movimento autenticamente popolare è diventato preda di tutti gli antagonismi, italiani e non solo».


A sinistra non la pensano tutti così. La risposta corale da lei auspicata non si è ancora sentita.
«Certa sinistra col supporto di Fiom e Sel è convinta di lucrarci sopra. Vendola è un ipocrita. Gli sta bene l’alta velocità in Puglia, ma non verso la Francia. Non hanno capito in 20 anni di elezioni che la questione Tav non porta voti, tranne forse a Grillo che ha già arruolato il leader del movimento, Alberto Perino».
Perino oggi invita a trovare la risposta giusta nei libri di Gandhi.
«Credo che quel signore abbia perso la testa. Dietro il paravento della non violenza adopera un linguaggio allusivo per invocare un’azione militare in risposta alla legittima azione dello Stato. E’ lui il padre della mutazione genetica di cui parlavo. E’ sua la responsabilità di avere consegnato la valle a gente come Giorgio Rossetto (l’attivista arrestato il 26 gennaio, ndr), Lele Rizzo (leader del centro sociale Askatasuna, ndr) e Luca Abbà».
Lei Luca Abbà lo conosce bene.
«E con umana pietà gli auguro di rimettersi presto. Dispiace quello che successo. Ma che senso ha farne un eroe. E’ stato descritto come un contadino attaccato alla terra, un luddista post moderno con scarsa dimestichezza con l’elettricità. Quasi tutti si sono dimenticati il suo curriculum giudiziario lungo un km. Abbà è un pregiudicato e un pluridenunciato per fatti violenti, uno dei leader degli anarco insurrezionalisti piemontesi. Ieri non doveva essere su quel traliccio, ma in tribunale per una delle sue tante cause».
In un sottopasso della A32 oggi è comparsa la scritta ‘Caselli ti ruberemo la salma’.
«Agghiacciante. Ecco, trovo pazzesco che né Perino, né i sindaci valsusini abbiano speso una parola a favore del procuratore, solo attestati di solidarietà per gli arrestati. Questa è connivenza. A cominciare dal mio partito, vedo troppa gente distratta. Si nascondono».