Homepage parlamentari news Rassegna stampa democratica
Ceccanti (PD): “Se i partiti rinunciano ai rispettivi egoismi le portiamo a casa”
Intervista a Stefano Ceccanti su La Stampa del 26/3/2012 – di Francesca Schianchi
Per portare a casa entro la legislatura le riforme istituzionali «bisogna concludere la prima lettura entro i primi di agosto». E, entro la stessa data, licenziare anche la legge elettorale. A fare i conti dei tempi necessari è il senatore del Pd Stefano Ceccanti.
E’ fattibile, senatore?
«Se c’è un’intesa politica si può fare tutto».
Sulle riforme istituzionali c’era, no? C’è una bozza condivisa, doveva arrivare in Senato a breve…
«Non è ancora stata depositata. In compenso, nei prossimi giorni arriverà sotto forma di articolato un documento bipartisan del gruppo Astrid, a cui abbiamo lavorato in una decina di parlamentari dei partiti che sostengono il governo. Una spinta dal basso che s’incrocia con quella dall’alto».
Perché allora l’iter non inizia?
«Perché il problema è che i partiti danno sempre la priorità ai provvedimenti soggetti a un vincolo esterno. Motivo per cui sono certo che la riforma del lavoro, promessa all’Europa, sarà legge entro l’estate».
Mentre la diminuzione del numero dei parlamentari e la legge elettorale sono in stand-by…
«Si può agire in simultanea su entrambe le partite. La riforma elettorale deve essere pronta entro agosto, perché poi occorre fare una delega per ritagliare i collegi. Nel ‘93 si approvò la Mattarella ai primi di agosto, poi si diedero quattro mesi per ritagliare i collegi».
Cosa ci vuole allora per riuscirci?
«Uno sforzo dei partiti. Pd e Pdl devono accettare che non si fanno più coalizioni contro e accogliere l’eredità positiva del governo Monti. E il Terzo Polo deve accettare una sovrarappresentazione dei partiti maggiori: non possiamo passare dall’anomalia delle coalizioni contro a quella della grande coalizione permanente».
E se invece le riforme non venissero fatte?…
«Non sarebbe senza conseguenze alle elezioni: i partiti correrebbero il rischio di sentirsi dire “una sola cosa dovevate fare, e non ci siete riusciti…”».





