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Imbroglio alla tedesca
Mario Barbi su Europa del 29/3/2012
La legge elettorale è strumento essenziale per organizzare il sistema politico e il modello di democrazia. Il sistema di voto determina le modalità di partecipazione alla vita democratica e il potere degli elettori nel decidere il governo del paese. La legge in vigore è uno scandalo perché non permette ai cittadini di scegliere gli eletti. E perché fu fatta per gettare nello scompiglio il centrosinistra, pur non avendo il coraggio di abbandonare l’impianto maggioritario e bipolare.
La legge-ABC di cui si discute, e di cui non sono note che le grandi linee, è uno scandalo perché sembra avere come unico punto chiaro e irrinunciabile quello di dare all’elettore la sola possibilità di scegliere il partito. Togliendogli la scelta della maggioranza e del capo del governo. Come se il problema della democrazia italiana e del suo bipolarismo inceppato fosse quello di ritornare a partiti identitari e non quello di assicurare la stabilità dei governi rinforzando il potere degli elettori di decidere al momento del voto, insieme al proprio rappresentante, la maggioranza e il leader che guiderà il governo (sulla confutabilissima “narrazione” del “ventennio da buttare” e delle coalizioni coatte che fa da sfondo ideologico-storico all’operazione proporzionalista non posso entrare in questa sede).
La legge di cui si discute è un imbroglio e più che una riforma è una contro-riforma. È un imbroglio perché i “collegi” (alla “tedesca” o ex “provincellum”) non consentono all’elettore – che avrebbe, se non sbaglio, un solo voto – una vera scelta del suo rappresentante (come nei veri collegi uninominali a un turno o a doppio turno), ma servono piuttosto a “coprire” le liste proporzionali confezionate dai vertici di partito e quindi non risolvono se non in apparenza, a fini propagandistici e comunicativi, l’incorreggibile difetto del “porcellum”.
È un imbroglio anche perché riduce a mero specchietto per le allodole la scelta del “premier” da parte degli elettori poiché – in assenza di un incentivo di coalizione – la previsione che ogni partito possa indicare il candidato-premier, in mancanza di meccanismi maggioritari e in presenza di un quadro politico frammentato in cui nessun partito avrà mai la maggioranza, significa che i candidati- premier dei partiti saranno solo candidati di bandiera. E nulla più. Anche qui, poiché non si ha il coraggio di cancellare con un tratto di penna il potere di decidere il premier che agli elettori sta molto a cuore, si alzano polveroni e si agitano strumenti propagandistici.
È poi una controriforma perché riconsegnerebbe ai partiti lo scettro che toglie ai cittadini: niente più maggioritario e niente più bipolarismo. E tutto il potere ai partiti che deciderebbero dopo il voto quale maggioranza costruire e a chi affidare la guida del governo. Insomma, io non credo che ne guadagnerà la stabilità e nemmeno che riuscirà il taglio delle ali da cui alcuni volenterosi “miglioristi” della proposta-ABC si attendono un rilancio del bipartitismo e della “vocazione maggioritaria” del Pd.
Credo che con il sistema proporzionale che ci viene proposto a guadagnarci saranno proprio le “ali”, sospinte dalla logica identitaria fuori dall’area di governo, e il “centro”, che avrà la golden share della formazione di ogni governo.
E a perderci saranno la stabilità del paese e gli elettori che perderanno ruolo e potere. Il proporzionale di partito che prospetta la bozza-ABC ci indica un futuro di restaurazione e di illusione: restaurazione di una democrazia dei partiti stile prima repubblica (ma senza i partiti di allora) e l’illusione che i partiti che non ci sono più possano rinascere e che la “personalizzazione” della politica possa essere rimossa dalla scena come uno spirito impertinente ricacciato nella lampada. La strada da seguire era quella del referendum per il ritorno al “mattarellum” o comunque una via analoga che confermasse le pietre angolari positive della riforma bipolare incompiuta: collegi uninominali e coalizioni per il governo.
È stata scelta un’altra strada. Ma male ha fatto il Pd a prenderla, sia che abbia spinto per imboccarla sia che ci si sia fatto trascinare. Anziché correggere ciò che non ha funzionato del nostro sistema bipolare e di alternanza sembra preferire buttare via il bambino con l’acqua sporca. A questo disegno non intendo associarmi né dare il mio contributo.





