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Rossomando (PD): la corruzione danneggia l’etica pubblica e produce un gravissimo danno economico al Paese

Dichiarazione di Anna Rossomando – deputata piemontese del Partito Democratico, componente della Commissione Giustizia e della Giunta per le Autorizzazioni alla Camera dei Deputati – in merito all’interpellanza (depositata in data 19.3.12 e presentata oggi al convegno di Cittadinanzattiva al Senato “Corruzione vs Welfare”) a prima firma Rossomando e altri (Ferranti, Pedoto, Realacci) per chiedere al Governo lo stato di attuazione della norma che dispone che i beni confiscati per reati contro la Pubblica Amministrazione si applichi la stessa disciplina di quelli confiscati per reati di mafia:


“E’ ormai un dato acquisito che il fenomeno della corruzione danneggia non solo l’etica pubblica e la correttezza dei rapporti tra cittadino e Stato, ma produce un danno economico enorme al paese sia come danno erariale, quantificato in almeno 60 miliardi all’anno, sia come danno alla competitività dei settori della nostra economia anche a causa dell’alterazione del regime della libera concorrenza.
Oggi ancora più acutamente che nel passato nell’attuale crisi economica che attraversa il paese, pesa la sottrazione di risorse alla Pubblica Amministrazione.

E’ giusto quindi discutere, come si è fatto all’odierno convegno organizzato da Cittadinanzattiva, del rapporto tra ciò che la “corruzione” sottrae alla collettività e ciò che potrebbe essere utilizzato per tutelare i beni comuni.

Nel 2007 era stata introdotta una norma che disponeva che ai beni confiscati per reati contro la Pubblica Amministrazione si applichi la stessa disciplina di quelli confiscati per reati di mafia, e che i proventi dell’affitto, della vendita e della liquidazione dei beni siano versati nelle entrate del bilancio dello Stato per essere riassegnati in qual misura al finanziamento degli interventi per l’edilizia scolastica e per l’informatizzazione del processo.
Come per l’utilizzo per fini sociali dei beni confiscati alla mafia anche in questo caso l’attuazione della normativa citata ha un alto valore di sensibilizzazione sul significato civile del recupero e del riutilizzo dei patrimoni accumulati illecitamente, per questo abbiamo proposto un’interpellanza per conoscere quale sia lo stato di attuazione della norma citata.

Etica pubblica e risorse collettive sono strettamente collegate tra loro, e sono proprio i dati economici che lo confermano, per questo sono valori irrinunciabili”.

On. Avv. Anna Rossomando

Roma, martedì 20 marzo 2012