TERZO VALICO. LOVELLI (PD): “GOVERNO E REGIONE: PER IL TERZO VALICO COSI’ NON VA. CI VUOLE UN CHIARIMENTO”
“Non è accettabile che la discussione sulla realizzazione del Terzo valico ferroviario dei Giovi proceda in ordine sparso senza che Regione Piemonte e Governo, a cominciare dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, si decidano a dare risposte puntuali sul territorio agli interrogativi degli enti locali. Bisogna al più presto convocare un tavolo di confronto interregionale di fronte al quale RFI spieghi esattamente cosa vuole fare e come vuole procedere”: spiega così l’On. Mario LOVELLI (PD) la sua iniziativa di presentare ancora una volta un’Interpellanza parlamentare, dopo le affermazioni del Commissario di Governo Walter Lupi e dell’Amministratore delegato di RFI Michele Elia durante le audizioni parlamentari in VIII Commissione Ambiente.
“Abbiamo appreso da Elia che sono superate le clausole sospensive dell’Atto integrativo firmato l’11 novembre col Cociv, tra cui l’Autorizzazione paesaggistica, e che dal 2 aprile i cantieri sono perciò operativi. Nel frattempo Cociv si sarebbe preso un anno di tempo a partire dal 2 maggio per elaborare il progetto esecutivo. Ma qui sorgono gli interrogativi, perché una delle clausole della deliberazione del CIPE n.20/2006 impone al ‘soggetto aggiudicatore’ ( e cioè RFI) di elaborare il progetto esecutivo che risponda a tutte le prescrizioni e raccomandazioni approvate dallo stesso CIPE e proposte da Regioni ed enti locali prima dell’avvio dei lavori: tra queste ci sono le questioni riguardanti la tutela delle falde acquifere, la verifica del problema amianto, la predisposizione di uno studio di fattibilità sull’integrazione del tracciato con la linea storica Genova-Torino all’altezza di Novi e una serie di altri adempimenti di grande rilievo per la fase di cantierizzazione e per la mitigazione dell’impatto sul territorio. Deve inoltre essere costituito subito l’Osservatorio ambientale che vigili sull’iter realizzativo dell’opera. Sono passati sei anni da quella delibera e nel frattempo i costi sono lievitati da 4920 a 6200 milioni, mentre è stata riaffidata direttamente a COCIV l’esecuzione dei lavori per i quali il Governo Prodi aveva deciso di procedere con gara europea. Non è accettabile che con tutti i soldi già stanziati (siamo a quota 1,6 miliardi!) nessuno sia in grado di dare una risposta chiara sulle preoccupazioni giuste dei cittadini in materia di ambiente, salute e sicurezza dei cantieri per la popolazione e per i lavoratori. Avevo dichiarato a suo tempo che la firma dell’atto integrativo patrocinata dall’ex-ministro Matteoli era un azzardo e purtroppo i fatti mi stanno dando ragione. La Regione Piemonte e il Governo devono prendere subito un’iniziativa di chiarificazione e confronto con gli enti locali e le popolazioni”.
On. Mario LOVELLI
Deputato PD Piemonte





