Tortura/Marcenaro: L’Italia introduca il reato di tortura nel codice penale e ratifichi e dia esecuzione al protocollo OPCAT
“La tortura e i trattamenti inumani e degradanti sono ancora praticati in molte aree del mondo. Numerosi gravi episodi di tortura si sono verificati in questi anni anche nei paesi democratici, compresa l’Italia. I fatti di Genova del 2001 sui quali è attesa nei prossimi giorni la sentenza della Suprema Corte di Cassazione sono stati l’episodio più clamoroso e conosciuto. Tuttavia, nonostante abbia ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite del 10 dicembre 1984, l’Italia non ha introdotto nel suo codice penale il reato di tortura “. Lo ha ricordato questa mattina da Strasburgo Pietro Marcenaro, Presidente della Commissione Diritti Umani del Senato in occasione della Giornata Mondiale contro la tortura.
“I membri della Commissione Diritti Umani di tutti i gruppi politici, al termine dell’indagine sullo stato dei diritti umani negli istituti penitenziari e nei centri di accoglienza e trattenimento per migranti in Italia, hanno convenuto all’unanimità sull’importanza dell’introduzione di questo reato nel codice penale e hanno promosso presso la Commissione giustizia del Senato l’iter di approvazione della legge. E’ essenziale a questo punto dell’iter legislativo che il Ministro della Giustizia, Paola Severino, e il Governo sciolgano le loro riserve contribuendo positivamente con le loro proposte alla definizione di un provvedimento che è reclamato da tutta l’opinione pubblica democratica. Per adeguarsi al diritto internazionale l’Italia deve inoltre ratificare e dare esecuzione al Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni conto la tortura (OPCAT) del 2002″, ha proseguito Marcenaro.
Oggi, in occasione della Giornata Mondiale contro la tortura, un disegno di legge di ratifica presentato nei giorni scorsi da Pietro Marcenaro e fatto proprio dal Gruppo del Partito democratico del Senato è stato iscritto all’ordine del giorno della Commissione Esteri e incardinato.
” La previsione del reato di tortura e la messa in opera dell’azione di prevenzione e monitoraggio sono essenziali per dare finalmente applicazione agli impegni che l’Italia ha sottoscritto e dei quali la comunità internazionale ha ripetutamente chiesto il rispetto. Essi sono altrettanto importanti per garantire che non siano violati diritti umani fondamentali e che lo stesso onore e la stessa dignità delle forze dell’ordine, che operano nel rispetto delle leggi, siano protetti dall’azione di gruppi irresponsabili o dagli ordini di vertici deviati”.





