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Soldi ai violenti? Giusto pretendere risposte chiare
Stefano Esposito su Torino Cronaca del 26/7/2012
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Egregio Direttore,
desidero ringraziarla per il suo editoriale “Sono solo chiacchiere da bar?”.
Lei, infatti, ha posto una domanda cruciale, finora sottaciuta da tutti, anche dai media. Ovvero: chi finanzia gli antagonisti che in Valle di Susa assaltano il cantiere, gli agenti che lo difendono e i lavoratori che vi operano?
Da tempo vado denunciando il fatto che la Valle di Susa si sia trasformata in una palestra dove gli antagonisti di svariata provenienza e nazionalità vengono a praticare il gioco del ‘tiro al poliziotto’. Tra i boschi di Giaglione e Chiomonte si è installato un luogo di addestramento che accoglie persone che qui vi giungono, trovano ospitalità e accoglienza clandestina, vengono rifornite di armi varie e soldi, partecipano ad azioni di para-guerriglia e poi scompaiono.
Ci sono delle verità eclatanti che non possono più essere nascoste, nonostante quello che i vari Plano e Perino vanno dicendo. Ovvero: il movimento No Tav è saldamente nelle mani degli antagonisti più violenti e fanatici che garantiscono organizzazione e supporto logistico; gli attacchi al cantiere non sono spontanei ma ben organizzati e con una evidente regia; centinaia di anarchici e teppisti vari non potrebbero muoversi liberamente nella Valle senza una complicità locale; vi sono preoccupanti collegamenti tra alcune aree del movimento e passate esperienze terroristiche come conferma la presenza tra i No Tav di ex brigatisti ed esponenti di Prima Linea.
Tutto ciò, però, non potrebbe avvenire senza finanziamenti. Perché, o questi signori sono tutti figli di papà come gli esponenti della sinistra extraparlamentare degli anni Settanta, oppure (al netto di qualche figlio di magistrato od ex magistrato che gira il mondo a giocare a fare il guerrigliero grazie alla rendita di famiglia) da qualche parte i soldi devono arrivare. Dall’estero? Dalla galassia anarchica internazionale? Da forze politiche che blandiscono questi gruppi? Dai vecchi capi valsusini del movimento, incendiari nelle parole ma sempre ben lontani dalla prima linea per evitare denunce?
Un tema che è di competenza della magistratura e, ne sono certo, non sarà trascurato da chi sta ottimamente conducendo le indagini sugli scontri. Ma è un tema sul quale l’opinione pubblica ha il dovere di discutere, ponendo interrogativi ed esigendo risposte precise. Lei gli interrogativi li ha posti, e credo sia stato l’unico finora a farlo. E, mi creda, non di chiacchiere da bar si tratta.
Cordialmente,
On. Stefano ESPOSITO Parlamentare PD





