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TAV. MORGANDO (PD): “SIAMO DI FRONTE A UN’EMERGENZA DEMOCRATICA. SI ADOTTINO DECISIONI IMMEDIATE CONTRO I VIOLENTI”
Violenza pura, non manifestazione di dissenso. Alle parole del Ministro dell’Interno Cancellieri c’è ben poco da aggiungere. Ora bisogna adottare decisioni immediate per impedire a qualche centinaio di teppisti nullafacenti di tenere in ostaggio la Valle di Susa e non ripetere un’altra estate fatta da continui assalti al cantiere, a chi lo difende e a chi vi lavora.
La Valle di Susa non può essere una ‘zona franca’ dove non vale la legge dello Stato e dove una minoranza fanatica e violenta minaccia le istituzioni e tutti coloro che non condividono il dogma No Tav.
Ho purtroppo la sensazione che in una fetta consistente di opinione pubblica non ci sia la consapevolezza della gravità dei fatti accaduti in questo ultimo anno. Violenze contro le forze dell’ordine senza precedenti nella storia italiana recente, proclami in aula in stile brigatista, assedio a un tribunale in occasione di un’udienza, tentativi ripetuti di impedire a un Procuratore della Repubblica di parlare in pubblico, liste di proscrizione contro le imprese valsusine…tutti fatti che ci portano a dire che siamo oltre la soglia di guardia, che il fossato che separa il dissenso dalla violenza è stato abbondantemente superato e che siamo di fronte a una vera e propria emergenza democratica che richiede risposte adeguate.
Gli amministratori valsusini prendano atto della deriva del movimento contro la Tav: per mesi e mesi non sono stati in grado di isolare i violenti e le timide parole di condanna di queste ultime ore suonano impotenti. Sono un’ammissione di resa: in Valle di Susa chi dovrebbe rappresentare le istituzioni non conta nulla, perché a comandare sono Perino e gli antagonisti.
La degenerazione violenta del movimento No Tav pone agli amministratori locali ancora una volta una questione dirimente: riconoscere la legittimità della decisione relativa alla realizzazione della Torino-Lione. Si può essere convinti della sua inutilità, illustrare i propri dubbi, denunciare i costi eccessivi, ma la differenza tra la democrazia e la violenza sta proprio qui: la democrazia riconosce le decisioni, la violenza le contesta con le biglie e i bulloni.
In queste circostanze, come il PD ha sempre detto, non basta non esserci. Bisogna riconoscere che la ragione sta dalla parte di chi difende il cantiere. Ed accettare che il campo d’azione degli amministratori, oggi, è quello di massimizzare le ricadute positive dell’opera sul territorio della valle e minimizzare gli svantaggi. In caso contrario, il rischio della connivenza è dietro l’angolo.
Gianfranco MORGANDO
Segretario Regionale PD Piemonte





