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LA TAV, LA VALLE DI SUSA E L’ARRESTO DI PASSAMANI. Una dichiarazione di Gianfranco MORGANDO e Paola BRAGANTINI
Nella vicenda della Valle di Susa c’è una questione fondamentale ed è quella relativa alla necessità di isolare e contrastare le frange violente che con le loro azioni, che nulla hanno a che vedere con il dissenso che una democrazia sempre riconosce e garantisce, ostacolano non solo la prosecuzione dei lavori del cantiere ma impediscono qualsivoglia discussione serena sul rapporto tra il territorio e l’infrastruttura che si andrà a realizzare.
In questo contesto apprezziamo le decisioni adottate dai magistrati nei confronti di esponenti dell’antagonismo, in particolare il recente arresto di Massimo Passamani che getta ombre inquietanti sul ruolo svolto da alcuni personaggi nel movimento che si oppone alla Tav.
A fronte della gravità delle accuse la magistratura ha operato nel rigoroso rispetto della legge, adottando provvedimenti motivati dopo indagini condotte per lungo tempo. Alla politica e agli amministratori locali si richiede non di sostituirsi al tribunale della libertà nel sindacare la correttezza delle decisioni assunte, bensì di condannare in modo netto la violenza e di adoperarsi affinché in Valle di Susa la legalità sia sempre rispettata e coloro che sono favorevoli alla Tav non siano fatti bersaglio di aggressioni e intimidazioni.
Il PD ha sempre condannato la violenza e continuerà a farlo, perché non può essere concessa alcuna attenuante a chi ferisce poliziotti, tira pietre ai lavoratori e compie atti vandalici contro le imprese.
Gianfranco MORGANDO Segretario regionale PD Piemonte
Paola BRAGANTINI Segretario provinciale PD Torino





