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Cosa farà il Pd da grande?

Giorgio Merlo su Europa del 25/10/2012

Le primarie, almeno per il Pd, sono state volute per scegliere il candidato a premier della coalizione di centrosinistra. E quindi chi dovrà guidare il dopo Monti e con quale programma. Queste sono e restano le priorità a cui il dibattito durante le primarie devono dare una risposta politica e programmatica.


Ora, ad oltre un mese di dibattito e di confronto politico, quali sono i temi attorno ai quali si è concentrata l’attenzione dei media supportata e avallata da alcuni candidati? E, in particolare, il sindaco di Firenze? Allora, riassumiamoli questi temi. E cioè, chi rottamare e chi cacciare dal parlamento e quindi, presumo, anche dal Pd. Quante deroghe si dovranno fare per le prossime candidature. Come insultare, dileggiare, denigrare quotidianamente i principali dirigenti del Pd.
Tutti temi che c’entrano come i cavoli a merenda con la ragione sociale che ha richiesto la celebrazione delle primarie. E cioè, il programma di governo della futura coalizione di centrosinistra. Adesso il sindaco di Firenze ci ha rassicurato che smetterà di contestare e di insultare i dirigenti del Pd, cioè del suo partito.
Forse è arrivato il momento opportuno per concentrare l’attenzione su ciò che il Pd vuole e chiede per sostituire tra 6 mesi Monti alla guida del governo. E quindi, definire il programma. Chiarire il sistema di alleanze. E spiegare con chiarezza cosa vuole fare il Pd “da grande”. Insomma, affrontare la partita delle primarie per quello che sono. E cioè, politica e progetto e programmi e politica. Il resto, come purtroppo è emerso sino ad oggi, appartiene al gossip e a temi che sono estranei a tutto ciò che è vagamente avvicinabile al cuore delle cosiddette primarie di coalizione.
Fuorché non ci sia la volontà di contribuire per motivi alquanto misteriosi, ad indebolire o perlomeno di sfregiare il profilo e soprattutto le ambizioni di governo del Pd. E a questa domanda occorrerà dare una risposta. Al di là di qualunque polemica e di qualsiasi contestazione alla legittima posizione politica del sindaco di Firenze. Perché in questa fase politica il Pd è indubbiamente una forza politica di governo, riformista con grandi aspettative da parte di larghi settori della pubblica opinione italiana. Ma queste aspettative non possono convivere con una violenta polemica interna dove la “cacciata” del “vecchio” diventa lo sport preferito. Perché o si pensa che un partito possa competere per il governo del paese e allora la sua unità interna è la precondizione per centrare quell’obiettivo. Oppure l’obiettivo è quello di sbarrare quella strada e allora la strada migliore è quella di scatenare una polemica interna violenta e spregiudicata di attacchi personali ai principali leader del partito. In particolare quelli che rappresentano quasi la fisionomia e il profilo politico e culturale del partito.
Adesso si tratta di scegliere. Se prevale la prima strada il confronto tra i vari candidati del Pd sarà tutto politico e programmatico. Se dovesse malauguratamente avere il sopravvento la seconda, sarebbe altrettanto chiaro l’obiettivo: e cioè, la demolizione del Pd come Partito democratico, riformista e unito per candidasi alla guida del paese. Saranno solo i comportamenti a dirci quale sarà la strada che verrà intrapresa. Molti restano fiduciosi che chi vuole “sfregiare” l’immagine e il ruolo del Pd saranno sconfitti. Auguriamoci che abbiano ragione. Per il bene del Pd e soprattutto per la credibilità del futuro centrosinistra.