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Il nodo degli esodati resta aperto. Il governo trovi una soluzione

Intervista a Cesare Damiano su Il Manifesto del 9/11/2012 – di Mirco Viola

Lo stop improvviso, due giorni fa, in Commissione Bilancio della Camera: che ha stoppato l`emendamento alla legge di stabilità in favore degli esodati, ritenendolo inammissibile perché privo di coperture. L`emendamento, votato all`unanimità dalla Commissione Lavoro, avrebbe messo in sicurezza gli esodnti emersi almeno fino a fine 2014, andando oltre i numeri risicati riconosciuti fino a oggi dalla ministra del Lavoro Elsa Fornero. Inoltre, prevedeva una tassa di solidarietà del 3% per i redditi oltre i 150 mila euro, contro cui avevano protestato Confindustria e parte del Pdl (che pure in sede di Commissione lo aveva votato). Ne parliamo con Cesare Damiano, capogruppo Pd alla Commissione Lavoro.

Vi aspettavate che la Commissione Bilancio vi bloccasse il provvedimento?

L`emendamento unitario della Commissione Lavoro conteneva coperture assolutamente valide. I risparmi che si producono nel sistema pensionistico, i 100 milioni destinati dal governo al fondo, una proposta di tassazione del 3% per i redditi oltre i 150 mila euro, e una clausola di salvaguardia basata sulla tassa sui tabacchi già contenuta nel Salvaltalia. Se questa proposta non piace, il governo trovi altre soluzioni di copertura, perché il problema di chi resta senza stipendio nè pensione va risolto nella legge di stabilità, cioè nelle prossime ore: la discussione sugli emendamenti dovrebbe concludersi massimo entro questa domenica.

Una soluzione da parte del governo?

Se la soluzione non ci fosse sarebbe difficile giudicare equa la legge stabilità. In ogni caso noi siamo pronti a discutere tutte le soluzioni alternative per quanto riguarda le coperture finanziarie, perché ci interessa prima di tutto risolvere il problema degli esodati. Credo si possa ritenere ancora valida la possibilità di attingere ai risparmi pensionistici e a qualche forma di solidarietà nel sistema stesso.

Ma la questione degli esodati adesso si può dire risolta? Non si ,é ancora capito esattamente quanti siano, nella battaglia di numeri tra ka ministra Fomero, l`inps, i sindacati, il Parlamento…

E` importante dire basta alla guerra dei numeri: invece di individuare una platea numerica, vorremmo stabilire un principio, un diritto, così che il sostegno possa andare a chi abbia determinati requisiti, senza che ci sia un numero chiuso a priori. Va ricordato che finora si sono garantiti solo 120 mila lavoratori, somma degli originari 65 mila e di ulteriori 55 mila che la ministra Fornero ha riconosciuto successivamente. Noi diciamo che sono di più, anche se non possiamo né vogliamo fare cifre: diciamo che con l`emendamento volevamo mettere al sicuro gli esodati che emergeranno non solo nel 2012, ma anche nel 2013 e nel 2014.

Un ulteriore problema si potrebbe creare però negli anni successivi.

Sì, ma si affronterà via via: l`essenziale è aver affermato un principio. E vorrei descrivere quello che avevamo raggiunto grazie all`emendamento unitario. Innanzitutto, come già detto, l`intervento non sarebbe illimitato ma prevederebbe una salvaguardia limitata agli anni 2012, 2013 e 2014.

Inoltre, si è individuata con precisione la platea dei lavoratori interessati:

1) gli esodati

2) tutti quelli che hanno sottoscritto accordi di mobilità territoriale

3) chi ha proseguito volontariamente il versamento dei contributi

4) i licenziati individualmente

5) gli insegnanti a cui è stato calcolato l`anno solare e non scolastico

6) i macchinisti delle ferrovie, alcuni marittimi e il settore creditizio.

Si metterebbero al sicuro diverse categorie dl lavoratori, secondo questo quadro. Ma appunto, il problema resta quello delle coperture.

La legge di stabilità già prevedeva la costituzione di un Fondo dove il governo ha già messo 100 milioni di euro. Noi avevamo proposto di farvi confluire i .9 miliardi già previsti per i primi 120 mila esodati. Esaurita questa platea, nel caso in cui fossero rimasti risparmi, proponevamo che venissero lasciati nel fondo per tutelare altri. Ma se si pensa che non vada bene così, si discutano delle alternative. Noi siamo disponibili a farlo.