L’accertamento con adesione non è evasione fiscale
Ritengo opportuno – e per la mia responsabilità parlamentare addirittura doveroso – precisare che quanto recentemente riportato sul mio conto negli articoli sui parlamentari condannati o indagati pubblicati su La Stampa (lunedì 5 novembre – articolo a firma di Grazia Longo – pag.6) e su La Repubblica (martedì 6 novembre – articolo a firma di Federica Cravero – Cronaca Torino pag. IV) è destituito di ogni fondamento.
Come ho già avuto più volte occasione di chiarire – e come è già stato anche rettificato da La Repubblica (http://www.francescacilluffo.com/wp-content/uploads/2012/09/Ritaglio-lettera-La-Repubblica-16092012.pdf) e da Il Fatto Quotidiano (http://www.francescacilluffo.com/wp-content/uploads/2012/10/Il-Fatto-Quotidiano-10102012.pdf) – sono stata recentemente oggetto di un accertamento fiscale con adesione, in cui – essendo la contestazione al di sotto della soglia di punibilità – non si è configurato alcun reato e, quindi, non è mai stata aperta alcuna indagine a mio carico.
Pienamente consapevole della mia onestà intellettuale e professionale, mi resta, tuttavia, l’amarezza di avere visto – per l’ennesima volta – il mio nome infangato e accostato a quelli di parlamentari condannati o indagati, equiparando una semplice procedura amministrativa come l’“accertamento con adesione” ad una “evasione fiscale” penalmente rilevante.
Francesca Cilluffo





