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Ma perché i paperoni non scuciono un euro?

Cesare Damiano su Gli Altri del 9/11/2012

Settimana cruciale per la legge di Stabilità. Quando Altri sarà in edicola saremo alle ultime battute per quanto riguarda l`ammissibilità degli emendamenti e per la loro feroce selezione.

Il problema fondamentale, in ogni caso, è quello dell`architettura del provvedimento. L`impostazione originale, voluta dal ministro Grilli, è stata smontata.

L`unica condizione che pone il governo è quella relativa alla invarianza dei saldi. I partiti che lo sostengono, in particolare il Pd ed il Pdl, hanno trovato importanti convergenze a partire dalla necessità di respingere il combinato disposto aumento dell`Iva/diminuzione dell`Irpef. Una soluzione così concepita avrebbe finito con il danneggiare i cittadini più poveri: se facciamo l`esempio dei cosiddetti “incapienti”, cioè di coloro che a causa di del basso reddito non hanno tassazione, essi avrebbero avuto soltanto lo svantaggio di subire l`aumento dell`Iva.

La strada che si sta definendo (a meno di cambiamenti dell`ultima ora), è sicuramente quella giusta: aumentare solo l`Iva dal 21 al 22%, lasciare inalterata quella del 10% che grava sui consumi popolari, non diminuire l`Irpef e dirottare le risorse così risparmiate per ridurre il cuneo fiscale con un beneficio per le buste paga di tutti i lavoratori.

Su questo punto, fino a pochi giorni fa, si registrava una differente posizione del centrodestra.

In particolare Renato Brunetta insiste sull`esigenza di convogliare queste risorse sul salario di produttività per il quale il governo ha già stanziato 1 miliardo e 200 milioni per il 2013 ed altri 400 milioni per il 2014. Una cifra enorme la cui erogazione l`esecutivo subordina al raggiungimento di un accordo tra le parti sociali sulla contrattazione aziendale.

Se questa cifra venisse raddoppiata od anche solo aumentata come propone il centrodestra, correremmo il rischio dì impegnarla solo sulla carta e di non erogarla ai lavoratori per due motivi: il primo è dovuto al fatto che non è detto che le parti sociali raggiungano un`intesa.

Il secondo è che, come tutti sanno, la contrattazione aziendale si svolge nei periodi di crescita e soprattutto nelle grandi aziende sindacalizzate: i lavoratori delle aziende piccole e medie e di quelle in crisi, rimarrebbero di fatto esclusi. Per questi motivi invitiamo a trovare soluzioni di maggiore equilibrio.

Inoltre, non dobbiamo dimenticare che, per dare un adeguato profilo di equità sociale a questa manovra, è necessario risolvere alcuni problemi. Innanzitutto quello delle detrazioni eliminando la retroattività. Ci sono poi gli aspetti che riguardano la previdenza: dalle pensioni di guerra ai lavoratori rimasti senza reddito a causa della riforma del ministro Fornero. Su quest`ultimo punto riteniamo necessario sottolineare che la legge di stabilità rappresenta l`ultima vera occasione per risolvere il problema.

Le platee dei lavoratori le abbiamo individuate nell`emendamento unitario presentato dalla commissione Lavoro della Camera insieme alla indicazione delle coperture finanziarie. Come al solito, la battaglia si sviluppa sulle risorse e sul loro reperimento. Abbiamo già commentato quanto sia incredibile lo stupore di tante anime belle quando si propone dí tassare con un contributo di solidarietà i redditi più alti. Se analoga sensibilità si sviluppasse quando si intervie- ne su quelli più bassi e si taglia lo stato sociale, avremmo quel po` di equità in più da tante parti invocato.

Abbiamo detto che se le coperture da noi indicate non sono condivise solamente, chi avanza le critiche proponga anche le alternative.

Abbiamo due suggerimenti: utilizziamo tutti i risparmi che si producono nel sistema previdenziale per alimentare il Fondo per salvaguardare altri lavoratori rimasti senza reddito. Minori risorse spese riguardano í lavori usuranti e i nuovi assegni pensionistici pagati nel 2012.

L`Inps ci dice che nei primi mesi di quest`anno c`è stato un calo del 35,5% grazie alle riforme Damiano e Sacconi. Tutti soldi che possono essere riutilizzati. Inoltre, si potrebbe mantenere dal 2014 il congelamento delle indicizzazioni delle pensioni 8 volte il minimo, come fatto nel Protocollo governo-parti sociali nel 2007.

Per concludere, una breve notazione sul tema della Fiat. Le scelte compiute dall`azienda a Pomìgliano sono inaccettabili. Assomigliano alla decimazione, come ha giustamente ricordato Carlo De Benedetti. Non bisogna dimenticare che la sentenza che riammette i 145 lavoratori in fabbrica si basa sul fatto che le assunzioni nella newco hanno discriminato gli iscritti alla Fiom. Una scelta che crea un precedente pericoloso. E giunto il tempo di normalizzare le relazioni sindacali nell`azienda: si apra un tavolo di confronto con tutti i sindacati e, se necessario, intervenga il governo.