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Ceccanti: “Elezioni entro febbraio, ci sarà anche il Prof”
Intervista a Stefano Ceccanti su Il Fatto Quotidiano del 9/12/2012 – di Caterina Perniconi
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E’ a cena con gli amici il senatore democratico Stefano Ceccanti quando arriva l`annuncio di Mario Monti: legge di Stabilità e poi dimissioni. Accende il computer, legge convulsamente i comunicati. “La dichiarazione resa ieri in Parlamento dal segretario del Pdl, onorevole Angelino Alfano, costituisce un giudizio di categorica sfiducia nei confronti del governo e della sua linea di azione…”.
Senatore Ceccanti, che significa?
I toni sono chiari. Ammette che il Pdl e Berlusconi gli hanno fatto la guerra, quindi gli attribuisce la grave responsabilità della fine dell`esecutivo. A questo punto non escludo un suo impegno attivo in campagna elettorale.
Da candidato premier?
Tutto è possibile.
Facciamo due calcoli. Quando sarà approvata la legge di Stabilità?
Dipende dagli accordi e dalla volontà. Se intendono correre, il 20 dicembre può essere licenziata.
In quel caso quando andremo alle urne?
Considerando che la legge prevede tra i 45 e i 70 giorni dallo scioglimento, potremmo fare in tempo anche per il 4 febbraio, con le elezioni regionali del Lazio. Però dobbiamo considerare le decisioni del ministero dell`Interno.
Cioè?
Di solito per attivare la macchina elettorale servono in
media 60-65 giorni.
A quel punto?
Penso piuttosto al 10 o 17 febbraio e in quel caso potrebbero trovare un modo per accorpare anche il Lazio.
Le regionali di Lombardia e Molise invece?
È possibile strutturare un election day.
E votare il 10 marzo?
È lontano, significherebbe portare la legge di Stabilità
fino al 2013 e non mi sembra ci sia la volontà.
Nell`interesse di chi?
Sia del Pdl che del Pd. Per i primi meno schiaffi elettorali in sequenza prendono meglio è. Il Pd deve andare all`incasso prima possibile.
Napolitano avrebbe preferito aspettare?
Ha provato a raffreddare la situazione, sperava in una crisi pilotata per portare a termine un programma minimo che non comprendesse solo la legge di Stabilità. Ma ha dovuto prendere atto delle parole di Monti che ha voluto evitare in tutti i modi un Vietnam parlamentare.
Una scelta di Monti, quindi?
Certo, non era il caso di farsi bombardare dal Pdl, volevano presentare l`incostituzionalità anche sui decreti del governo. Monti avrà pensato che Berlusconi è matto, che gli irresponsabili ora devono misurarsi con il voto e quindi anche con lui. In che modo, lo vedremo.





